Veronica Surrentino e la sua ricetta per realizzare sogni: Vivere la musica come un dono

Veronica Surrentino con Tranne Te traccia il suo nuovo percorso artistico, maturato grazie al lavoro, all’impegno che ha reso “consistenti” i sogni coltivati da bambina, quando desiderava partecipare allo Zecchino D’Oro. Veronica Surrentino, concreta ed ispirata, non si è mai data per vinta, neanche davanti al no dei genitori che a quel concorso canoro per bambini, non l’hanno mai iscritta. Lei, scoperta per caso ad un karaoke, ha cominciato a cantare e fare musica live, quando ancora adolescente, senza rendersene conto, quella passione divenne mestiere. Oggi musicista e cantautrice ma come le piace precisare, prima di tutto, mamma di Sofia e Lorenzo, si racconta mostrandoci come la passione e il talento debbano essere coltivate. Tranne Te è il suo nuovo singolo dove, con un ritmo accattivante, Veronica, sceglie con cura le parole, che arrivano però dritte senza giri o fronzoli inutili. Un testo in equilibrio con la melodia, che trova nella sua sorprendente voce, la cornice perfetta.

Tranne Te con un bel ritmo, esprime quanto sia importante trovare in sé, forza e risorse per costruire il proprio futuro. Il messaggio è forte e chiaro, per una canzone gioiosa e ballabile.

Veronica che cos’è per te la musica?
La musica è condivisione ed io la condivido con Aldo Martino e Gianfranco Bonavolontà da sempre. Aldo, che è con me da quando avevo poco più di vent’anni, è come un fratello maggiore; ogni cosa anche la più pazza che ho fatto nella vita, lui c’era. Gianfranco è arrivato sette o otto anni fa e da allora è parte di questa nostra strana famiglia. Per me avere loro, equivale davvero ad avere una “famiglia musicale”, con cui condividere e sperimentare. Loro sono stati con me a prescindere dal momento, anche nei più difficili e questo è impagabile. Non serve neanche più parlare, c’è un’empatia incredibile. Questo ci permette di entrare in studio e lasciare che la musica, suonata, prenda il largo in una navigazione senza bussola.

Sei cresciuta di palco in palco, da un live ad un altro. Quanto è importante tutto questo nel tuo percorso discografico di oggi?
Fondamentale: è impagabile quello che si impara. Impegno e lavoro, condivisione di emozioni, paure, difficoltà, ma soprattutto la gioia di regalare al pubblico la propria musica. Insieme è davvero magico. Attraverso i live si cresce, ci si tempra. S’impara a risolvere gli imprevisti e a metterli in conto, trasformandoli in ricordi che ci porteremo dentro per sempre. Mi si dice che sia una con i piedi per terra. Questo lo devo certamente alla mia famiglia che mi ha insegnato a rimboccarmi le maniche, per perseguire i miei obiettivi, con indipendenza e senso di responsabilità. Di questo, vado davvero fiera.

Cantautrice, musicista, mamma e moglie. Sei una donna a trecentosessanta gradi che esprime liberamente e in tutte le accezioni la sua bellezza. Dove trovi questo equilibrio?
Credo che parta da lontano, dalla mia famiglia e l’educazione ricevuta. Da bambina avevo, come tanti, il desiderio di partecipare allo Zecchino D’Oro, ma la mia famiglia, dribblò quella mia aspirazione, ritenendola poco adatta a me. Ho imparato che il lavoro e l’impegno, sono fondamentali e che si deve sognare senza aspettare però, che i sogni si realizzino da soli o che piovano dal cielo. Mi sono impegnata tanto, ho studiato e lavorato per coltivare la mia passione, cercando l’indipendenza e l’autonomia. La mia famiglia, mio marito e i miei bambini Sofia e Lorenzo sono la mia forza, il mio punto fermo insieme alla musica.

Tranne Te, sta raccogliendo recensioni molto positive: ti aspettavi tanto consenso? Come lo vivi?
Sono, siamo molto felici e piacevolmente sorpresi. Frastornati, forse è la sensazione che traduce al meglio la nostra emozione, quasi fanciullesca. Sono felice per me, ma quasi più per il gruppo di lavoro e Aldo e Gianfranco che si meritano questo grande coronamento. Sono stati con me sempre, anche nelle difficoltà, senza chiedere, senza pretendere. Abbiamo vissuto tutto come un dono e questo fa la differenza. Siamo grati alla musica e a quello che ci sta regalando.

Sei sempre di corsa, con una tabella di marcia impegnativa…dove stai andando?
Sto andando in studio a lavorare con Aldo e Gianfranco. Siamo già al lavoro su un altro brano e la sensazione che provo è di essere in corsa, con gli occhi su Tranne Te, che va per conto suo regalandomi un’adrenalina creativa che mi spinge con meravigliose sensazioni verso nuovi stimoli creativi: energia positiva che si riversa su questo nuovo percorso, verso il quale vado fiduciosa consapevolmente, affidandomi. Stiamo cercando altri colori e un nuovo ritmo, lasciando ancora una volta che sia la musica a guidarci.

Per la percezione che ne hai, come ripartirà la musica?
Rinnovata, perché oggi c’è uno spirito e una voglia che si era forse un po’ assopita. Oggi tornerà ad essere con maggiore consapevolezza e rispetto. Le maestranze non erano state mai considerate abbastanza, abbiamo l’occasione di rimetterle al centro. La musica e le cose in grande, forse anche troppo in grande, si erano persi un po’ per strada. Siamo tornati tutti alle origini, con una musica spogliata. Nel lockdown abbiamo ritrovato il piacere dell’acustico e devo ammettere che a me piace molto.

Veronica stanno arrivando, finalmente, le prime date…
Siamo emozionati come se fosse la prima volta, le prove non le abbiamo mai cessate. Abbiamo già fissate un bel po’ di date ed abbiamo un po’ di tensione positiva come se fosse la prima volta. Ho bisogno di sfogare tutte le energie positive che sto accumulando, credo che sarà un’esplosione di musica e voglia di comunicarla…

Le ballad sono la tua comfort zone. Hai, definitivamente, cambiato rotta?
Mi piace che si senta tra le righe quel genere lì che fa parte di me, mi piace che sia al servizio di un nuovo sound. Fa parte di me e rappresenta il mio modo di lasciare che le emozioni vengano fuori, liberamente. Mi siedo al pianoforte e scrivo una ballad: è il mio sfogo, il mio relax. Dapprima sono più lente e intime, poi succede che vengano trasformate in ritmi più veloci. Mi cambia la voce ed è comunque, il mio io interiore a prendere il comando. Viene da sola, liberamente. Questa sono io, sempre e comunque.