ELISA SAPIENZA: la ricetta acqua e sapone nel singolo “COME LA FELICITA’ “

Tra dispute a colpi di like e dislike, provocazioni effimere, autotune no, autotune sì, anti trap/pro trap, arriva Elisa Sapienza. 

La sua ricetta acqua e sapone è un pop cantautorale senza scorciatoie, genuino e semplice come la ricetta tradizionale della nonna, a cui – per altro – Elisa è molto legata.   Nelle interferenze cacofoniche di un mercato musicale saturo, in cui lo stupore deve precedere l’emozione, il colpo di scena inchiodare l’ascoltatore per distrarlo dalla mancanza di uno story telling, lo stile celare la mancanza di sostanza, il singolo “Come la felicità” ci dà speranza. 

Un delicato arpeggio di chitarra acustica, la confessione di una giovane ragazza che risponde alla vita con voce ancora adolescenziale. Inizia così il brano di Elisa Sapienzacon tutto il coraggio di chi ha qualcosa da cantare, e lo fa senza gridare

Il pop incontra la scrittura d’autore senza paura di essere tradizionale. La parola d’ordine è scaldare il cuore dell’ascoltatore, non farlo sussultare con uno shock! 

“Come la felicità” è una confessione biografica, pagine di un diario personale disegnate in forma canzone che diventano manifesto di speranza da spartire con l’ascoltatore. L’intimità si fa condivisione, come quel sentimento che credi essere solo tuo, ma che invece accomuna tutti. 

Non è facile essere pop, ovvero genuini, negli anni della trap, ovvero della provocazione. La fattura che si cela dietro questo messaggio vede il contributo di alcuni dei migliori musicisti del panorama italiano. La canzone è stata scritta da Elisa Sapienza con Filadelfo Castro, (direttore d’orchestra di Rita Pavone nell’ultimo Festival di Sanremo), e Stefano Paviani, ed è stata arrangiata e prodotta da Filadelfo Castro nel suo Beat Factory Studio di Como. Hanno suonato: Filadelfo Castro (chitarre e programmazioni), Diego Corradin (batteria), Daniele Sala (basso). Il brano è stato mixato da Marco Barusso (BRX Studio) e masterizzato da Claudio Giussani (EnergyMastering Studio di Milano). 

La giovane cantautrice milanese ha un importante background di musica, ha studiato e conosce la materia musicale pur avendo solo 26 anni. Eppure, non c’è alcuna ostentazione nella sua proposta artistica. La semplicità, spesso, è la formula più complessa di traduzione artistica generata da una mente creativa. Elisa Sapienza ne è consapevole e “Come la felicità” è il suo monito per ricordarcelo. 

IL VIDEOCLIP (continua dopo il salto)

In fondo reporter lo siamo un po’ tutti. Smartphone sempre in mano, video-selfie, clip girati dal primo “operatore amico”  a disposizione. Al centro dell’inquadratura noi e le persone a cui vogliamo bene, testimoni e custodi dei nostri sentimenti. Il ricordo di una vacanza, l’emozione bambina di un parco tematico, un viaggio stretti stretti, eppure felici in auto. Il tuo asciuga capelli può anche diventare un microfono e sei quasi una star mentre scendi la scalinata di Piazza di Spagna.  

Il videoclip di “Come la felicità” è un vero e proprio reportage a costo zero, in cui il valore inestimabile è costituito dai ricordi. Questi sono le pagine del diario di bordo personale di Elisa Sapienza, ma sono perfettamente specchio per ognuno di noi. Genuine come un backstage della vita quotidiana, le inquadrature sono imperfette e “sbagliate” come la vita medesima che viene raccontataNon c’è fiction, storyboard, scenografia, trucco, recitazione: è la vita immortalata, in quanto tale. 

Gli attori non protagonisti sono la famiglia, gli amici, i pilastri su cui Elisa ha costruito la vita/carriera. E il suo ruolo da protagonista è ingenuo e genuino come i ruoli che ognuno di noi veste quotidianamente.