Uno, non è un tormentone…ma prima o poi lo farò !

Nicoletta Filella, pianista classica, compositrice e cantautrice, si racconta per noi. Nicoletta ama viaggiare attraverso la musica passando dalla classica, al jazz, allo swing e alla musica balcanica con personalità, riuscendo a stupire. Preparata e competente, è convinta che il talento debba essere nutrito e coltivato con impegno e tanto studio. Lei è alla continua ricerca di nuove sonorità e in questa estate 2020, si è regalata, nel giorno del suo compleanno il singolo Prélude e dopo pochi giorni Uno, il nuovo disco. Uno è il disco della maturità in cui riafferma con orgoglio, la sua natura di pianista classica, la sua lettera Alfa, l’origine di tutto. Bella e indomabile, Nicoletta continuerà a cambiare abito e direzione, trascinandoci, con la sua musica, in un viaggio sorprendente e fantastico.

L’estate è la stagione dei tormentoni, che mettono da parte i contenuti, per un ritmo che ci rimanga incollato addosso. Ti senti un po’ fuori dal coro?

Non ho nulla contro i tormentoni ma oggi sentivo il bisogno di scrivere altro e ho seguito l’ispirazione che ha da dato origine a Uno. Un disco certamente non semplice, ma fondamentale nella mia crescita artistica. Un lavoro al quale ho dedicato moltissimo tempo e che parla di me in una sorta di autoritratto musicale dove Nicoletta Filella è senza trucco e trucchi. Non escludo prima o poi di farne uno, magari con un dj: un idea pazzerella che mi frulla in testa, vedremo!

Uno è un meraviglioso racconto: quanto è difficile descrivere e narrare senza l’ausilio delle parole?

E’ difficile, ne sono consapevole, ma per me è più spontaneo scrivere musica. Con la musica cerco di dipingere emozioni, lasciando spazio a chi ascolta di mettere le parole. Nei dischi precedenti ho scritto parole e musica, ma in Uno, ho fatto ritorno alle mie origini di pianista classica, rinunciando ai testi. Spero che ascoltando questi brani, si possa trovare “la porta” per entrarvi e abitare quelle composizioni come se fossero casa. In Uno mi sono sentita libera, finalmente, di esprimermi solo con la musica, che è comunque contemporanea e di facile ascolto.

C’è un brano che vorresti raccontarci?

Vorrei raccontare Onirico che parla del mio mondo immaginario: sono una sognatrice, che trova nei sogni la chiave per superare le difficoltà. E’ un modo per sollevarmi da terra e guardare da un punto di vista diverso. Proprio grazie ai sogni costruisco progetti per i quali so essere concreta e determinata. Potrebbe sembrare un controsenso, eppure è grazie al mio mondo immaginario che perseguo, con ogni parte di me, i miei obiettivi, facendoli diventare realtà. Ho scritto Onirico, pensando in tempi non sospetti, al grande Maestro Ennio Morricone e in particolar modo alla musica da film che m’ispira moltissimo e che mi piacerebbe comporre.

La tua contemporaneità è trasversale, viaggia attraverso la musica, la sua storia e tanti generi apparentemente lontani che, sapientemente, riesci a coniugare tra loro. Qual è il tuo segreto?

Cerco di essere coerente nel rispetto dell’arte. Lo studio che ho fatto e che continuo a fare, con l’esercizio e l’ascolto di quello che mi circonda, è di fondamentale importanza. Ritengo, infatti, che l’improvvisazione possa venire solo dopo uno studio accurato. I miei studi classici sono il mio punto di forza, da lì ho potuto “viaggiare” nella musica, avendo l’attrezzatura e la preparazione necessaria. Ancora oggi studio e mi esercito moltissimo, come fanno gli atleti del resto. Anche la musica è una disciplina che richiede impegno e allenamento. Il talento da solo non basta.

Stai gustando il successo di Uno e Prélude, il singolo che ne ha introdotto l’uscita. Non riesco a immaginarti lontano da un pianoforte. A cosa stai lavorando?

Sto lavorando al video che per motivi legati al lockdown non ho potuto girare prima e che vorrei fare al più presto. Inoltre non vedo l’ora di poterlo presentare dal vivo questo mio nuovo lavoro perché mi manca l’adrenalina dei concerti, quella sana paura che mi assale sempre e che sparisce non appena tocco la tastiera. Non vedo l’ora di condividere col mio pubblico, la connessione unica e meravigliosa che solo la musica dal vivo può regalare.