Quattro chiacchiere con la scrittrice Felicia Kingsley

Capita spesso, quando ci si imbatte in un romanzo che ci prende particolarmente, di andare a cercare tutte le info sull’autore. E così è stato anche per Felicia Kingsley, autrice di “Matrimonio di convenienza”. E’ allora che in tanti sono rimasti stupiti di scoprire che dietro al suo nome internazionale si nascondeva in realtà una superba scrittrice italianissima: nata a Modena, architetto di professione e narratrice per vocazione. “Matrimonio di convenienza”, il suo primo romanzo auto-pubblicato, ebbe un successo straordinario, tanto da essere riproposto da Newton Compton. E ad esso ne sono seguiti tanti altri, di successi: “Stronze si nasce”, “Una Cenerentola a Manhattan”, “Due cuori in affitto”, tutti rimasti per settimane nella classifica dei bestseller. E ora Felicia Kingsley è tornata a stupire i sui lettori con la novella “Appuntamento in terrazzo”, ispirato dal lockdown dovuto alla pandemia da coronavirus. In attesa di tornare in libreria, il prossimo 1 giugno, con il nuovo romanzo “Prima regola: non innamorarsi”.

Com’è esploso l’amore per la scrittura?
Dall’età di nove anni sono diventata una lettrice vorace, fedele e assidua frequentatrice della biblioteca comunale e, via via che leggevo, cominciavo anche a immaginare storie mie. A dodici anni ho sentito l’esigenza di scriverle perché la mia testa si era fatta troppo affollata. Ho iniziato a mano, su un quadernino a quadretti, poi sono passata al pc. Stampavo i miei racconti o idee di trame con la stampante ad aghi e le conservavo in un raccoglitore ad anelli o le salvavo su floppy disk (che ho ancora).
Verso i sedici-diciassette anni ho scoperto EFP e il mondo delle fanfiction, così mi sono buttata nel mio primo confronto con dei lettori veri.
L’università è stata molto impegnativa e volevo essere sempre in pari con gli esami così dai diciannove anni ai venticinque mi sono dedicata soprattutto allo studio, sospendendo la scrittura (anche se continuavano a venirmi idee).

51+B+TiizILQuando hai cominciato a scrivere il primo libro lo hai fatto per gioco o per diventare scrittrice di professione?
Quando ho cominciato a lavorare, dopo lunghe giornate di progettazione, misure, verifiche di normative, calcoli di computi metrici, ho sentito l’esigenza di uno spazio di decompressione per dare sfogo alla mia fantasia e ho ripreso a scrivere. Poco dopo ho scoperto l’opportunità di pubblicare romanzi in self publishing, così ho deciso di lanciarmi con il mio primo romanzo.

“Matrimonio di convenienza”, il tuo primo romanzo, è stato inizialmente auto-pubblicato: ti aspettavi il successo che poi ha riscosso?
Ovviamente no, nessuno ha una sfera di vetro per vedere il futuro. Io l’ho pubblicato, quello che è accaduto dopo è stata una sorpresa stupefacente.

Come riesci a conciliare il tuo mestiere di architetto con quello da scrittrice?
Sono libera professionista quindi riesco a giostrare i miei impegni dando spazio a tutto. Certo, non tutti i giorni sono uguali, magari il lunedì lavoro solo a dei progetti, il martedì invece scrivo, il mercoledì lavoro alla mattina, e scrivo il pomeriggio…. Dipende da quello che devo fare e dalle scadenze che devo rispettare. Ci sono anche settimane in cui non scrivo mai. O mesi.

Quanto tempo dedichi alla scrittura?
Dipende dalle giornate. A volte 2 ore, a volte 4, a volte 0.

Hai mai avuto il blocco dello scrittore e come lo hai superato?
Fino a ora, non ho mai avuto un vero e proprio blocco, ma solo dei momenti in cui la storia non mi chiamava, quindi ho fatto altro. Le attività manuali mi aiutano tanto a ritrovare la concentrazione per scrivere, tipo: dipingere, cucinare, fare puzzle, modellismo….

Come nasce il tuo pseudonimo e perché hai scelto un nome internazionale?
Felicia è un nome molto simile al mio vero, e mi ha sempre ispirato un buon auspicio, un augurio di felicità.
Kingsley è un cognome che usavo spesso per i miei personaggi di fantasia quando scrivevo fanfiction, ai tempi delle superiori, e l’ho tenuto per affetto.
Quando ho scelto di pubblicare con lo pseudonimo, già in self, non potevo immaginare che un giorno qualcun altro oltre a me sarebbe arrivato a pronunciare le parole Felicia Kingsley, e mi sembrava il modo migliore per tenere la scrittura separata dalla mia vita professionale.

Come nascono i tuoi libri, dove trovi l’ispirazione?
Un po’ da tutto, di solito le idee mi arrivano quando sto facendo altro, in genere mentre guido o faccio la doccia.

92941065_2610529255880101_6757862012094513152_oIn tempi di emergenza sanitaria è nato “Appuntamento in terrazzo”. Ce ne parli?
È nata dal mio bisogno di elaborare le emozioni e lo stato d’animo in cui mi trovavo (e mi trovo tuttora), una sorta di autoterapia e anco un po’ dalla necessità di esorcizzare il clima negativo generato dalla quarantena, il distanziamento sociale e il bombardamento di informazioni dei media.
La scrittura per me è benessere interiore, quindi Appuntamento in terrazzo mi è servito a rinvigorire il mio equilibrio personale.
Inoltre ho pensato a come potevo dare una mano io, un aiuto concreto, nell’emergenza Covid-19, da qui la decisione di devolvere in beneficienza al Policlinico di Modena i miei proventi derivanti dalla vendita della novella.

Che consiglio vuoi dare a chi ha un’idea nel cassetto, sogna di scrivere ma non ha ancora trovato il coraggio di farlo?
Leggere tanto e scrivere tanto. Perché l’unico modo per scrivere è scrivere, il resto sono chiacchere. Può sembrare un consiglio semplicistico, ma non è una questione di trovare il coraggio, mica dobbiamo buttarci dal ponte di Brooklyn. Dobbiamo sederci e raccontare una storia, ma questo non può succedere se prima non abbiamo le idee chiare.

Di Sonia Russo

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