Simone Di Matteo – L’Irriverente fuori dal coro

Simone Di Matteo, classe 1984, autore, curatore della DiamonD EditricE e illustratore grafico, è tra i più giovani editori italiani. È noto al grande pubblico non solo per la sua variegata produzione letteraria, ma anche per le sue partecipazioni televisive. Scrittore più volte prestato alla tv, lo abbiamo visto al fianco di Tina Cipollari nella V edizione del reality on the road di Rai2 Pechino Express – Le civiltà perdute nel 2016, con cui ha formato l’inimitabile duo de #GliSpostati. Da circa tre anni lo conosciamo, inoltre, come L’Irriverente, l’opinionista più spietato e meno ruffiano del piccolo schermo, attraverso cui cura settimanalmente delle omonime rubriche satiriche, tra le più lette, condivise e commentate sul web del panorama editoriale nostrano, all’interno delle quali commenta il mondo della televisione, dei social network e i personaggi che lo popolano, senza alcun timore, con quel pizzico di ironia che non guasta mai. Lo abbiamo raggiunto telefonicamente e ci ha raccontato i suoi ultimi progetti.

Da qualche tempo curi una nuova inserzione intitolata “Cattivissimo Me” sul quindicinale Io Spio. Sei davvero così spietato?
Ci tengo a chiarire che io non sono affatto una persona cattiva o brutale, al contrario di quanto si possa pensare. Mi ritengo semplicemente realista, uno che dice quello che pensa senza filtrare nulla, a costo di risultare impopolare. Mi limito ad osservare e commentare ciò che la tv ha da offrire, il patinato mondo dei Vip e i suoi retroscena, senza tralasciare i social media e la nostra contemporaneità. Abbiamo da poco festeggiato la ricorrenza del 25 aprile, la Festa della Liberazione, tuttavia la vera libertà, secondo la mia non modesta opinione, non la conosce chiunque perché non tutti sono in grado di non indossare una maschera. Libertà è essere se stessi in qualunque occasione, ed io lo sono.

Nelle tue rubriche ti schieri sempre dalla parte delle donne. Recentemente ti sei scagliato contro Vittorio Sgarbi in merito al suo attacco a Barbara d’Urso…
Io sono sempre a favore delle donne, quelle intelligenti e di carattere, oneste e leali che non hanno avuto aiuto da nessun uomo o donna di potere, che si sono fatte da sole e devono tutto unicamente a loro stesse. Ho avuto il piacere di conoscere Barbara d’Urso di persona, ospite di un suo programma, e posso dirvi che è una conduttrice che, come poche, svolge in maniera impeccabile e a dir poco professionale il proprio lavoro. Non ho apprezzato minimamente le parole utilizzate da Vittorio Sgarbi in quella circostanza, sebbene non ci sia da stupirsi con lui, soprattutto perché rivolte nei confronti di una donna e per giunta nella sua trasmissione. Spesso lo si dimentica, ma il termine cultura, di per sé, presuppone educazione, rispetto e cura verso gli altri, qualità che evidentemente non tutti possiedono per quanto eruditi ci si possa ritenere.

A quale altro reality dopo Pechino Express ti piacerebbe partecipare?
Parteciperei a qualunque reality, li seguo tutti comodamente da casa, sono un appassionato telespettatore. Sono sempre pronto a tutto, ad imbarcarmi per una nuova avventura, non mi spaventa niente. Mi reputo una persona limpida, e chi mi conosce lo sa, non ho nulla da nascondere o di cui vergognarmi sebbene sia timido, perciò qualunque sia il cammino che mi si prospetti davanti, lo affronterò senza timore. Amo le sfide e potrei vivere isolato sia all’interno di una casa sia su un’isola deserta, per diversi mesi e con persone sconosciute. Ogni programma può essere un’esperienza altamente formativa che ti mette veramente alla prova.

Sei stato tra i protagonisti del progetto “Una Fiaba al Giorno, toglie il virus di torno” ideato dalla Croce Rossa Italiana. In cosa consiste?
In un periodo come quello che stiamo attraversando, anche il più piccolo dei contributi può fare la differenza. Si tratta di un’iniziativa molto importante organizzata dall’Associazione della Croce Rossa Italiana, in collaborazione con il Comitato di Ronciglione – Sutri, che si sta impegnando fortemente per prestare aiuto, sussidi e soccorso a coloro che ne hanno più bisogno. Il progetto consiste nella realizzazione di una serie di video destinati ai bambini, nei quali bisogna recitare per loro una favola con lo scopo di invitarli alla riflessione ed aprire un dibattito anche con i genitori sui buoni valori e propositi. Insomma, un’idea fondamentale dall’alto valore educativo e per questo motivo ringrazio la CRI per avermi permesso di esserne parte, sono davvero molto orgoglioso.

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