Wanda Fisher omaggia Battisti e il suo canto libero

Wanda Fisher, nota cantante e corista di origini italo-americane, ha voluto omaggiare il celebre brano di Lucio BattistiIl mio canto libero” con una nuova versione molto originale, per mandare un messaggio di solidarietà e sostegno a tutte quelle categorie che al giorno d’oggi sono impegnate nella lotta al Coronavirus, mettendo a rischio la loro vita nel tentativo di salvare quella degli altri, e che hanno fatto di questo memorabile e immortale singolo il loro inno. L’abbiamo intervistata.

Com’è nata l’idea di rivisitare questa canzone?
 L’idea di realizzare questo progetto è venuta dopo aver sentito la notizia che Il mio canto libero era in classifica al primo posto a livello mondiale su tutte le piattaforme digitali. Visto che la voce del brano originale era la mia, la mia casa discografica ha pensato di realizzare una cover con il prestigioso supporto del coro della città di Napoli diretto dal maestro Carlo Morelli. Kevin Dellino ha avuto la splendida idea, con la complicità del mio amico Alex Galli, di coinvolgere artisti e colleghi che subito hanno aderito con entusiasmo a sostegno di questa importantissima causa divenendo così ARTISTI UNITI PER I MEDICI rendendo omaggio al nuovo testo riscritto da Mogol. Grazie alla collaborazione del mio team siamo riusciti, con qualche difficoltà, a realizzare quest’altra fase del progetto.

Cosa si prova a ricantare questo canzone dopo quasi 50 anni?
Reinterpretare questo brano è stata una grande emozione e un previlegio di cui vado fiera. Un classico della canzone italiana che, parallelamente, abbiamo reinterpretato anche in versione corale con altri artisti e colleghi, rendendo omaggio al nuovo testo scritto da Mogol per il progetto “Artisti uniti per i medici”.  

C’è una frase del nuovo testo che ti ha colpito particolarmente?
Certo,  esistono più di una frase che centrano la mia attenzione: IN UN MONDO CHE FA PAURA ORMAI e TUTTO PASSERÀ E CE LA FAREMO SI LO VEDRAI.    

Come hai affrontato questo periodo di quarantena?
Con molta apprensione ma anche con molto coraggio che mi fanno sperare di uscirne al più presto.  

Da Battisti ad Achille Lauro, in cosa è cambiata la musica secondo te?
Il mondo musicale è cambiato completamente  non certamente in meglio. Va bene il cambiamento e l’evoluzione ma la melodia, che ci contraddistingue in tutto il mondo, non si sa più dove sia.. Non c’è più emozione ascoltando questi nuovi generi, tranne alcuni rari casi.  Achille Lauro? De gustibus… 

Hai incontrato personaggi mitici e indimenticabili, molti dei quali non ci sono più, quale di questi ricordi più di tutti?
 L’incontro che mi ha segnato più di ogni altro è sicuramente quello con la grande MINA, senza nulla togliere agli altri grandi artisti. Anche a livello emozionale è sempre stata semplice e disponibile, senza tralasciare gli incontri con maestri del calibro di Gian Piero Reverberi, Gianfranco Lombardi, Pinuccio Pirazzoli, Celso Valli, Victor Bach e molti altri che hanno arricchito il mio bagaglio musicale.

 

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