Sanremo, il racconto della prima serata

E’ andata, la prima serata di Sanremo è scivolata via. Ecco le cose che ci hanno colpito di più.

Fiorello
La benedizione Fiorello vestito da prete (non uno qualunque, ma con la tonaca di Don Matteo!) all’amico Amadeus prima del via ha alzato lo share ed stata la promessa mantenuta di due amici, una promessa che Ama e Fiore sancirono 35 anni fa quando, agli esordi della loro carriera, promisero di salire insieme, un giorno, sul palco dell’Ariston. Con la sua solita verve, Rosario ha introdotto il direttore artistico della kermesse, non senza un avvertimento: “Questi sono gli attimi che precedono la fine della tua carriera, se va male ti levano tutto”.

Tiziano Ferro
Il pianto di Tiziano Ferro ha reso ancora più vero questo Festival: il cantante di Latina ha omaggiato Mia Martini con uno dei suoi brani più potenti e più difficili. Ma l’emozione ha avuto la meglio e Tiziano è scoppiato in lacrime dopo un’interpretazione da brivido di “Almeno tu nell’universo”.

Rula Jebreal
La sua presenza sul palco dell’Ariston è stata accolta con numerose polemiche ma di sicuro il pugno nello stomaco lanciato da Rula Jebreal con il suo monologo non ha lasciato indifferente il pubblico sanremese. La giornalista ha affrontato il tema del femminicidio, mettendosi a nudo, raccontando con coraggio la tragedia della madre Nadia, suicida dopo essere stata brutalizzata due volte, “a tredici anni da un uomo e poi dal sistema che l’ha costretta al silenzio”. L’Ariston si alza in piedi per lei.

Al Bano e Romina
Dove c’è Sanremo c’è casa. Ancora di più se a Sanremo ci sono anche Al Bano e Romina, tornati all’Ariston per deliziare il pubblico con i loro grandi successi e una grande sorpresa. La coppia d’oro della musica italiana è stata introdotta dalla figlia Romina jr, che trentatrè anni fa era nel pancione, e ha fatto cantare la platea con “Nostalgia canaglia” e con un medley sulle note delle hit “La siepe”, “Ci sarà”, “Felicità”, prima di proporre l’inedito “Raccogli l’attimo” scritto da Cristiano Malgioglio,

I big
Grande ritorno di Irene Grandi che, nonostante l’età che avanza, resta sempre “la ragazza di Vasco”: lo dimostra il brano “Finalmente io”. Applauditissima Rita Pavone che torna a Sanremo dopo oltre quarant’anni e lo fa con il brano “Niente (resilienza 74)”. Marco Masini è fedele a se stesso con “Il confronto”, guadagna punti Diodato con il brano “Fai rumore”. Si esibiscono anche Le Vibrazioni, accompagnati dal maestro star Beppe Vessicchio e dal linguaggio dei segni, Anastasio, Elodie, Bugo e Morgan, Alberto Urso, Riki, Raphael Gualazzi. Impossibile non notare Achille Lauro, che conferma la sua voglia di provocare entrando sul palco con un mantello di velluto nero che poi lascia cadere, restando in scena con una tuta aderente nude look per cantare il suo brano-bandiera, “Me ne frego”: una citazione, nelle intenzioni dell’artista.

La classifica parziale
1 Le vibrazioni (Dov’è)
2 Elodie (Andromeda)
3 Diodato (Fai rumore)
4 Irene Grandi (Finalmente io)
5 Marco Masini (Il confronto)
6 Alberto Urso (Il sole ad est)
7 Raphael Gualazzi (Carioca)
8 Anastasio (Rosso di rabbia)
9 Achille Lauro (Me ne frego)
10 Rita Pavone (Niente – Resilienza 74)
11 Riki (Lo sappiamo entrambi)
12 Bugo e Morgan (Sincero).

Nuove Proposte
Per i Giovani, dopo le prime due sfide passano in semifinale Tecla Insolia con “8 marzo” e Leo Gassmann con “Va bene così”.

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