Intervista a Paola Melato

Facetune_23-12-2019-16-52-51SEI CRESCIUTA IN UNA FAMIGLIA DI ARTISTI DA TUO PADRE MUSICISTA A TUA ZIA MARIANGELA ATTRICE POLIEDRICA CHE TUTTI NOI RICORDIAMO CON MOLTO AFFETTO, UN ALBUM DI FOTOGRAFIE INESTIMABILE. CHE RICORDI HAI?
Molti sono i ricordi da raccontare, legati alle prime cinematografiche e teatrali a cui partecipavo con i miei genitori, ai Natali a Roma così come la Pasqua a Milano. Zia Mariangela mi fece da Madrina alla mia Cresima a Modena, e venne per l’occasione insieme a Renzo Arbore, che consideravo anche lui uno zio speciale. La città si paralizzò, passeggiavo per le vie del centro a braccetto di zia e Renzo, mostrandomi molto fiera di avere una zia che amavano tutti. Si festeggiò tutto il giorno.

CHE RAPPORTO HAI AVUTO CON TUA ZIA MARIANGELA?
Quando ero piccolina mi coccolava molto, mi portava sempre regali ad ogni suo rientro visto che viaggiava molto per lavoro. Ogni regalo si distingueva dall’altro, sapeva sempre cosa desideravo soprattutto per le feste di Natale. Una volta mi regalò una borsa a forma di scarpa da tennis, fu lei a regalarmi il primo walkman. E poi non ha mai dimenticato un mio compleanno: il 25 maggio mi ha sempre regalato uno splendido mazzo di fiori. Mi raccontava tanto del suo lavoro, mi confidavo spesso con lei, nei miei confronti è sempre stata molto protettiva.

PER LA PRIMA VOLTA A QUATTRO ANNI HAI PARTECIPATO A UN CONCORSO, PIERINO D’ORO DI MILANO. TI HA MAI PESATO AVERE UN COGNOME COSI` IMPORTANTE?
No, il cognome non mi è mai pesato, anzi ne vado ancora oggi fiera! Quando frequentavo le scuole elementari e le media a Modena, ho subito del bullismo proprio perché provocavo invidia: provenivo da una grande città, frequentavo ambienti legati allo spettacolo, tutto questo per il mio cognome. Ma ero forte sapevo come reagire in ogni situazione. La musica è sempre stata il mio primo amore e sarà anche l’ultimo, come recita il brano di John Miles “Music was my first love and it will be my last”. A soli 2 anni restavo senza fiato finché non iniziava la prima battuta della Sigla di Canzonissima Zum Zum (Sylvie Vartan)… Sono certa che iniziai ad amare la musica quando mia mamma era incinta di me, lei e papà avevano una grandissima collezione di dischi e ascoltavano sempre e soltanto musica. In casa la mattina si ascoltava la radio, il pezzo forte erano le Hit Parade di Lelio Luttazzi. Papà suonava musica classica e la cultura musicale è stata un insegnamento di cui ancora oggi lo ringrazio.

A PROPOSITO DI MUSICA, HAI UN NUOVO CD IN USCITA . CE NE PARLI?
Si intitola “Incontri” ed è stato realizzato insieme ai maestri Armando Corsi e Mario Arcari. Tutto è nato dall’incontro con Armando nel 2017. Come sottotitolo ho creato una piccola poesia che racchiude i titoli del cd: “Ah l’amore l’amore, Tu Verras, Cosa Non Farei, se non avessi La Voix de une guitare, visto che, Un’Estate fa, Ho Capito che Ti amo, Senza Fine, nel mio Jardin d’hiver… sapendo bene cosa sia Vivre pour Vivre…. cogliendo Forbidden Fruit… con quella scanzonata atmosfera da Paris Canaille… serbando il ricordo dell’eco lontano del Canto del Servo Pastore”.

COSA TI ASPETTI DAL 2020?
Di poter divulgare la mia musica, di cantare in tantissimi Teatri Italiani: da sempre quando vedo l’emozione del mio pubblico riesco a toccare il cielo con un dito.