Educazione sessuale a scuola: cosa ne pensano i vip?

educazione-sessualeSi discute da tempo di una questione spinosa: quella dell’inserimento nei programmi curriculari di un’altra materia, l’educazione sessuale. In Europa, in effetti, rispetto all’Italia si sono già fatti molti passi in avanti e sono in molti coloro che chiedono a gran voce che anche il nostro paese si adegui. Occorre però fare una precisazione a riguardo: La definizione fornita dagli Standard per l’Educazione Sessuale in Europa è la seguente: “Educazione sessuale significa apprendere relativamente agli aspetti cognitivi, emotivi, sociali, relazionali e fisici della sessualità. L’educazione sessuale inizia precocemente nell’infanzia e continua durante l’adolescenza e la vita adulta e mira a sostenere e proteggere lo sviluppo sessuale. Gradualmente essa aumenta l’empowerment di bambini e ragazzi, fornendo loro informazioni, competenze e valori positivi per comprendere la propria sessualità e goderne, intrattenere relazioni sicure e gratificanti, comportandosi responsabilmente rispetto a salute e benessere sessuale propri e altrui”. Quando si parla di educazione sessuale, dunque, lo si fa in una concezione olistica. Abbiamo chiesto ad alcuni volti noti dello showbiz se sono favorevoli o contrari all’introduzione di questi argomenti nei piani di studio scolastici. Ecco cosa ci hanno risposto.

Luca Dorigo
luca-dorigo-e1547133981457Io sono a favore, sicuramente l’educazione sessuale non nuocerebbe nella formazione dei giovani. Hanno reintrodotto l’educazione civica, per fortuna, e per quanto possa essere minimale, risulta sempre estremamente utile. Anche l’educazione sessuale lo sarebbe. Non so come potrebbe essere trattata, ma sicuramente sarebbe funzionale per renderla un po’ meno un tabù e alla portata di tutti. Rendendola meno proibitiva, si potrebbero insegnare ai giovani le buone maniere. Più che mera trasmissione di informazioni, ‘educazione sessuale dovrebbe fornire ai ragazzi gli strumenti necessari per gestire tali informazioni, a maggior ragione al giorno d’oggi, quando il sesso è alla portata di tutti, soprattutto sul web. Il discorso del consenso è fondamentale, ma prima di arrivare a quello occorre concentrarsi su altri componenti. Il problema sta alla base: occorre un’educazione al buon senso, alle buone maniere, alla correttezza, alla responsabilità. E’ qui, su questi argomenti, che bisogna battere e fare pressione.

Maria Monsè
maria-monsèSono assolutamente a favore dell’educazione sessuale a scuola. Ai miei tempi non c’era e mi sono resa conto sulla mia stessa pelle che effettivamente è stata una carenza, anche perché, essendo siciliana, il sesso era visto come un tabù. Il sesso non deve essere un tabù e sicuramente parlare di educazione sessuale tra i banchi di scuola può fare solo bene. L’età giusta per iniziare ad affrontare queste tematiche? Credo che sia quella che ha mia figlia: a partire dai 12-13 anni è il momento perfetto. Vedo solo benefici nell’eventuale inserimento di questa materia a scuola: i ragazzi devono avere una consapevolezza maggiore di quello che è la sessualità. Anche noi genitori dobbiamo fornire loro gli strumenti necessari e io mi sento abbastanza preparata su tutto, ma su questi argomenti essere supportata da docenti che ne parlano con cognizione di causa può essere una cosa positiva. Se diventasse un argomento collettivo si avrebbe un ottimo vantaggio: li fa maturare e li protegge da tutto ciò che a causa di una certa ignoranza potrebbe accadere.

Vladimir Luxuria
Vladimir_LuxuriaSono assolutamente a favore! Dopo l’educazione civica, è bene che ci sia un’educazione al rispetto, un’educazione alla sessualità che contrasti una certa ignoranza che purtroppo ancora c’è. Uno dei temi da affrontare sarebbe quello della prevenzione, dell’importanza del sesso sicuro, per conoscere quelle che sono le malattie sessualmente trasmissibili. C’è stato un aumento di casi di sieropositività tra i minorenni e l’educazione sessuale potrebbe dare ai giovani gli strumenti necessari per difendersi. Purtroppo c’è una mentalità errata molto diffusa: si pensa che bisogna proteggere i bambini e gli adolescenti dalla conoscenza dei temi legati alla sessualità. Invece non è così: credo che l’età più giusta per iniziare a parlare con i ragazzi di questi temi sia la scuola media inferiore. Prima di allora, forse, sarebbe troppo presto.

Antonio Zequila
1111I ragazzi di oggi col telefonino e l’accesso a internet ne sanno più di noi. Per cui credo che sia giusto e corretto fornire loro informazioni più precise sui temi legati alla sessualità. Per farlo, occorre che ci sia un’adeguata eduzione sessuale che affronti tematiche importanti come la prevenzione e la verginità. In questo modo i giovani di oggi potranno prendere maggiore consapevolezza dell’argomento ed evitare gli errori più comuni che abbiamo commesso noi in passato. Sarebbe giusto affrontare anche il discorso omosessualità in maniera chiaro. Ovviamente non si tratta di entrare nei mini dettagli ma di fare ai ragazzi la giusta infarinatura. L’approccio potrebbe iniziare già alle scuole medie: è giusto che i bambini della primaria continuino a vivere nella loro innocenza. Ma quando l’ormone inizia a pulsare, allora ecco arrivare le informazioni giuste in maniera precisa. Dovrebbe spettare ai docenti affrontare queste tematiche: psicologi e sessuologi dovrebbero intervenire solo a un’età più adulta. Se l’educazione sessuale potrebbe servire a diminuire gli stupri? No, si tratta di menti malate e in quel caso l’unica soluzione è inasprire le pene.

di Sonia Russo
(FONTE: MIO n. 20)