ROSANNA OBERBIZER DEBUTTA CON IL ROMANZO “IL GIORNO IN CUI SEGUIMMO LE API”

L’opera prima della scrittrice milanese Rosanna Oberbizer si intitola “Il giorno in cui seguimmo le api”: il libro racconta la storia di Tommaso, che ha 13 anni e vive in una grande città. Il suo sogno è quello di raccontare una storia avvincente per la festa di Halloween, ma poi decide che sarebbe sicuramente più entusiasmante viverla in prima persona e così si lancia in una coinvolgente avventura. La pubblicazione del primo romanzo della Oberbizer coincide però con una bella sfida. Quale? E’ stata la stessa scrittrice a parlarcene.

Com’è nata la passione per la scrittura?
Sono nata in una casa piena di libri. Imparare a leggere per me è stata una conquista: ero diventata abbastanza grande per scoprire tutte quelle storie, che dovevano sicuramente essere incredibili. Da lì è iniziato un grande amore, per la lettura e per la scrittura.

Come nasce, invece, il romanzo “Il giorno in cui seguimmo le api”?
Nasce in un pomeriggio di luglio di qualche anno fa. Ero su una spiaggia della Liguria e osservavo un gruppo di ragazzini che cercavano di catturare meduse, come se fossero i protagonisti di una spedizione pericolosa e avventurosa. Era un gruppo misto, con bambini di mare e di città, uniti da un’amicizia che cresceva di anno in anno, nello spazio di un’estate. Ho cominciato a fantasticare sulle loro storie e ne ho inventata una nuova.

Ci sono spunti autobiografici tra le pagine del libro?
Direi di sì! Ci sono tantissimi spunti, anche molto piccoli, che raccontano di me. Ad esempio, il fatto che ho sempre amato le api, oppure la leggera mania del protagonista di programmare sempre tutto, che un po’ mi appartiene! Ma soprattutto, scrivere questo libro ha fatto riaffiorare in me la sensazione delle estati di quando ero bambina: un tempo dilatato, un luogo lontano dai soliti percorsi e quindi tutto da scoprire, una parentesi nella mia quotidianità che mi regalava emozioni nuove.

Come definiresti il tuo romanzo?
Si tratta di un romanzo per ragazzi, ma anche per quegli adulti che hanno voglia di riassaporare la sensazione di quando erano ragazzi!

Quali sono le difficoltà che si affrontano quando si scrive un romanzo del genere?Rosanna_barca_mod
Quando scrivi per i ragazzi, il rischio è credere di dover semplificare o edulcorare temi e linguaggi. Invece il segreto è ricordarsi di come ci si sentiva quando si era bambini, per essere semplicemente credibili. Ad esempio io a 13 anni ero già parecchio complicata, consapevole delle mie fragilità, di quello che mi piaceva e di quello che mi spaventava.

Hai mai avuto il blocco dello scrittore e, se sì, come l’hai superato?
Non ho mai avuto il blocco dello scrittore, sembra assurdo ma è così. Mi piace dire che l’unica cosa di cui non ho paura è la pagina bianca! Piuttosto non riuscivo a smettere di rileggere, correggere, modificare… Ad un certo punto ho deciso che non avrei più toccato nulla e avrei provato a spedire il manoscritto a qualche casa editrice.

Il romanzo è stato selezionato dalla casa editrice bookabook per un nuovo modo di fare editoria: per essere pubblicato dovrà concludere, con un bel 100%, la sua campagna crowdfunding. Ci spieghi meglio?
L’idea di bookabook è semplice: pubblicare pochi titoli, che abbiano buone potenzialità di essere letti, per non finire dimenticati in fondo a uno scaffale. Per fare questo, gli editor di bookabook selezionano i testi migliori tra tutti quelli che ricevono e poi li sottopongono al parere dei lettori. Ogni campagna di crowdfunding dura 100 giorni: in questo periodo, il libro deve conquistare 200 preordini, per entrare nel catalogo della casa editrice e quindi essere pubblicato e distribuito.

Come mai hai deciso di accettare questa sfida?
Io sono una persona curiosa e il modello del crowdfunding mi ha conquistata. In più le sfide mi piacciono e qui ne dovevo superare ben due: gli editor di bookabook e i lettori. Non ultimo, ho trascorso alcuni mesi a frequentare fiere di settore e, quando ho visto i libri pubblicati da bookabook, sono rimasta molto colpita dalla qualità del prodotto finito e ho capito che questa è una casa editrice che tiene molto ad ogni singolo libro.

Per invogliare i lettori a leggere questo libro, che cosa diresti?
In questo libro si respira un’atmosfera che ognuno di noi conosce bene e che i ragazzi scoprono proprio in questa fase della loro vita. Un’atmosfera magica, in cui l’estate è sinonimo di avventura, di amicizia, di sfida. Mi piacerebbe se un ragazzo leggesse questa storia, trovasse tra queste righe qualcosa di sé e scoprisse così l’incredibile potere dei libri.

RosannaOberbizerL’uscita di questo tuo primo romanzo ha anche un intento benefico: per tutti i preordini effettuati entro il 15 agosto (in versione cartacea o ebook), donerai 1 euro all’Associazione Gaslini Onlus. Perché questa scelta?
Perché continuando a parlare di “un libro per ragazzi”, ho capito che ci potevano essere anche altri modi per fare sì che questo libro fosse davvero dedicato ai ragazzi! Ho scelto l’Associazione Gaslini Onlus perché si occupa di sostenere le attività dell’Istituto Gaslini di Genova, uno degli ospedali pediatrici più importanti in Italia, con base in Liguria, ma impegnato a curare i bambini di tutto il mondo. Secondo me in questo modo il cerchio si chiude in un modo stupendo!

Stai già pensando a nuove avventure da scrivere?
Certo, non mi fermo mai di scrivere, sia per lavoro che per passione!

Ti piacerebbe sperimentare anche altri generi?
La narrativa per ragazzi è stata una bellissima esperienza che credo potrà proseguire. Ma io non sono capace di rimanere a lungo dentro gli stessi schemi e ho già in testa molte altre storie e molti progetti, che potrebbero dare voce ad altri aspetti della mia vita.

Un consiglio a chi ha un libro nel cassetto che sogna di veder pubblicato?
Aprire il cassetto, come prima cosa, perché  finché rimane chiuso non si rischia nulla, ma non succede neanche nulla. La sfida è importante e bisogna essere pronti a qualsiasi esito: se sarà positivo sarà una meravigliosa emozione, se sarà negativo sarà l’opportunità per migliorare il proprio libro e riprovarci di nuovo!

Di Sonia Russo

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