Questa è vita!, parola di Michele La Ginestra – Intervista

La vita vera? Ce la racconta TV2000 con il suo nuovo show ‘Questa è vita!’. In un’epoca votata all’individualismo, Arianna Ciampoli e Michele Ginestra vogliono stravolgere le regole del gioco e lo fanno alla conduzione di questo programma che accende i riflettori su coloro che si donano agli altri. I protagonisti della trasmissione sono uomini e donne comuni, ma capaci di scelte e gesti eroici; persone che cambiando la propria vita hanno cambiato quella degli altri migliorando il mondo, piccolo o grande che sia, che li circonda.

Michele, ci racconti questa nuova avventura?
Sono molto felice di questo programma perché va controtendenza: noi vogliamo parlare di buone notizie! E’ per questo che abbiamo deciso di accendere i riflettori sulle tante persone che ogni giorno si danno da fare per migliorare la vita degli altri. E’ uno show controtendenza anche perché da noi non ci saranno i soliti litigi che si vedono in tv, bensì spettacolo puro e momenti teatrali. Ha delle punte di varietà ma con tante interviste e momenti di commozione. Insomma, non un varietà fine a se stesso. Noi vogliamo mettere in primo piano l’essere umano e lo facciamo raccontando una buona notizia: anche chi ha difficoltà, grazie al prossimo, può migliorare la propria vita.

Che tipo di conduttore sei?
La mia è una conduzione diversa, più attoriale, che però si presta bene a contesti prettamente televisivi. Chi viene dal teatro deve essere artista a 360 gradi.

C’è una storia tra quelle di questi “eroi quotidiani” che ti ha particolarmente colpito?
Mi hanno colpito tutte perché si tratta di persone che si danno agli altri gratuitamente. Ricordo con piacere la storia bellissima di ragazzo che ha adottato un ragazzo con disabilità fisica e mentale. È una cosa bellissima: non è stata la natura a darti un figlio bisognoso. Te lo sei scelto dopo che lo hai incontrato per caso, facendo volontariato e hai cambiato totalmente la tua vita per migliorare la sua: quale esempio migliore di questo?

In ‘Questa è vita!’ ritrovi Arianna Ciampoli dopo 20 anni…Questa-è-vita-Arianna-Ciampoli-e-Michele-La-Ginestra-01-1024x683
In realtà non ci siamo mai persi di vista, tra noi c’è amicizia ed è più facile condurre quando c’è feeling. Credo che sia questa la chiave di lettura di questa trasmissione: noi siamo due conduttori che fanno squadra invece di farsi la lotta. C’è una forma di galanteria costante tra noi, una cosa d’altri tempi!

È cosa rara questa amicizia tra persone dello showbiz?
No. Chi viene cresciuto con i vecchi criteri, ovvero il famoso detto mors tua vita mea, allora abituato a sopraffare gli altri. Ma oggi come oggi, per fortuna, ci sono scuole di pensiero diverse. Una delle prime cose che insegniamo a Teatro7 è che se c’è feeling con la persona con cui dividi il palco, lavorare sarà un successo.

Conduttore, attore, giudice culinario a Cuochi e fiamme…. Sei un artista poliedrico!
Faccio tutto! Come ti dicevo poc’anzi, chi nasce nel teatro è abituato a fare tutto. Questa capacità di improvvisazione è ottima per la tv dove spesso sei costretto a trovare una soluzione immediata. E’ un dono naturale, non te lo possono insegnare, ma io devo ringraziare il teatro e il mestiere dell’attore perché mi ha fatto scoprire mille sfaccettature.

Un attore può fare il conduttore, ma il contrario è possibile?
Ci sono stati tanti esempi, con risultati altalenanti. Flavio Insinna è un bravo attore che sa fare il conduttore, Bonolis è un ottimo conduttore che ho visto recitare in un film in cui interpretava se stesso e devo dire che è stato molto bravo, aveva tempi straordinari.

Questa-è-vita-Michele-La-Ginestra-03-1024x683A maggio per il terzo anno consecutivo sei nel cartellone del Teatro Sistina, con il tuo spettacolo E’ cosa buona e giusta.
E’ uno spettacolo molto divertente, adatto a tutte le età. Uno show travolgente: sarò sul palco con 30 ragazzi del laboratorio Teatro 7 e di quello del Sistina. Vogliamo dare speranza ai ragazzi, dar loro stimoli a credere nei sogni, nei propri talenti e capacità. Torno nell’oratorio parrocchiale nel quale sono cresciuto per spiegare che ho fatto un percorso normalissimo ma ho solo creduto in me stesso. Parto dalle difficoltà con le ragazze, dal calcio al quale non mi facevano giocare perché non ero capace… e poi sono arrivato a oggi, grazie alla gavetta e all’aver creduto nei miei sogni.

Esiste ancora la gavetta? Oppure oggi il mondo dei talent e dei reality ha un po’ cambiato le regole del gioco?
Il teatro non può permettersi di mettere sul palco persone non capaci. La qualità paga. Io ho fatto un percorso normale e ne sono la dimostrazione. Comunicare messaggi positivi e intelligenti è importante. Il teatro, inoltre, non ti tradirà mai. La tv porta ad alti livelli e poi ti fa precipitare in un attimo. Il teatro questo non lo fa. Forse i talent e i reality hanno un po’ cambiato le dinamiche in tv, ma non a teatro.

Tu lo faresti un reality show?
No! Sono un artista, mi è stato regalato un talento e lo sfrutto. Nei reality devi sopravvivere facendo gossip, sovrastando le velleità degli altri. E’ una cosa che non mi appartiene. Non mi piacciono questi programmi, sento quasi un fastidio fisico. Penso, comunque, che la tv, in un processo di autopurificazione, li eliminerà dai palinsesti. Quando parlo di reality, però non mi riferisco a programmi come Pechino Express e Ballando con le stesse: questi mi piacciono, perché sono format diversi dal solito.

 

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