L’Aquila, dieci anni dopo il terremoto, arriva in tv la fiction per non dimenticare.

Storie di coraggio, di amore, di sofferenza e di dolore: è questo che ci sarà nella nuova fiction di Marco Risi, ‘L’ Aquila – grandi speranze’, che dal 16 aprile andrà in onda su Rai Uno per sei serate.
Era il 6 aprile del 2009 quando un disastroso terremoto mise in ginocchio il capoluogo abruzzese. Sono passati dieci anni e il regista ha voluto ricordare la memoria di quei giorni terribili con un chiaro obiettivo: tenere vivo l’interesse sulla città per il bene del futuro di chi ci abita.

Per realizzare la serie tv, Risi ha messo su un cast d’eccezione: da Giorgio Tirabassi a Donatella Finocchiaro, da Giorgio Marchesi a Valentina Lodovini, passando per Luca Barbareschi e Carlotta Natoli. Ma del cast fanno parte anche tanti ragazzi dell’Aquila, che hanno vissuto tutto sulla propria pelle. Come Luca Capponi, per esempio, che all’epoca aveva solo quattro anni: “Mi sono svegliato prima del terremoto, stavo dormendo a casa dei nonni – ricorda. – Nonno mi ha detto di non preoccuparmi, che era il vento. Ho capito dopo: La mia città era diventata come una persona che un secondo prima ha tutto e un secondo dopo non ha più niente”.
Il regista Marco Risi le storie dei sopravvissuti le ha ascoltate tutte. “Una in particolare mi ha colpito: una nonna mi ha detto di aver perso due nipoti e quella notte, quando ha sentito il boato, ha visto la parete della sua camera da letto sfogliarsi come la pagina di un libro. Ha tentato di fuggire, cadendo si è spezzata entrambe le gambe. È stata otto ore sotto le macerie e mi ha rivelato di aver fatto in tempo a diventare amica della morte”.

Storie di paura, ma anche di coraggio, quindi. Storie di amore e di dolore condiranno la nuova fiction Rai. “La tv – ha detto Valentina Lodovini – ha un ruolo di memoria storica e può contribuire ad accendere i riflettori sulla città”. E dieci anni dopo la tragedia, quando c’è ancora tanto da fare, è ancora più importante riportare a galla quei ricordi perché gli abitanti dell’Aquila, i sopravvissuti e le macerie di quella città, non restino solo un vago ricordo.

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