Dispersione scolastica in Calabria: la nota della responsabile del Welfare

La notizia relativa ai dati sulla dispersione scolastica in Calabria non ci può lasciare indifferente e questo per una serie di motivi che guardano sia al ruolo delle istituzioni come anche al peso della cultura e dell’ambiente sociale in cui si vive.
“Save the Children” ci dice che in Calabria il 17% dei ragazzi abbandona prematuramente gli studi, fermandosi all’acquisizione della licenza media. A questo dato si aggiunge poi la denuncia di ieri che ha riguardato 165 bambini che nella locride hanno registrato più di 50 assenze in un anno, oltrepassando così il limite previsto dalla legge relativo alla scuola dell’obbligo.
Pensare che ancora oggi ci siano tali livelli di dispersione scolastica e che quindi persista una corresponsabilità di scuola e genitori complici e artefici dell’esclusione sociale dei ragazzi e delle ragazze calabresi deve farci pensare. Si perché nella crescita del giovane la scuola deve sopperire, dove ci sono, alle carenze socio culturali dell’ambiente in cui si vive e dare al giovane l’opportunità di accrescere le possibilità di vita, sia dal punto di vista strettamente personale che professionale. Dalla scuole e dalla cultura appresa nelle sedi scolastiche infatti devono arrivare i modelli di vita a cui ispirarsi. Sono Alessandro Magno, Giovanna d’Arco, Cristoforo Colombo, e tutti coloro i quali hanno lasciato un segno della storia dell’umanità che devono ispirare i giovani, non Maria De Filippi o Belen o peggio qualche boss mitizzato da fiction poco costruttive. E solo un ambiente scolastico sano e presente nella vita dell’alunno può intervenire in tal senso. Anche perché nella nostra terra le alternative ad una sana inclusione sociale e al riscatto del giovane disagiato, spesso e volentieri nascondono il marcio della criminalità dietro il luccichio dei guadagni facili e di una vita agiata.
Occorre quindi istaurare un più costruttivo dialogo tra mondo della scuola e famiglie, con il coinvolgimento anche delle istituzioni locali. Per questo faccio un invito agli amministratori locali a vigilare e ad avere a cuore il mondo della scuola, sostenendolo nella creazione di strutture scolastiche ospitali in cui debba essere bello per gli studenti trascorrere la giornata, favorire il prolungamento dell’orario scolastico con anche adeguati servizi mensa che permettano ai giovani di socializzare tra loro e con i docenti; infine che collaborino insieme alle istituzioni scolastiche per la creazione di un ambiente di vita più sano e inclusivo all’interno della propria città.
Federica Roccisano Responsabile Welfare e Politiche Giovanili

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