Ambra Angiolini: “Basta sessismo contro le donne sul lavoro!”

Quarantadue anni, due figli e una carriera strabiliante che l’ha vista iniziare giovanissima tra le ragazze di Non è la Rai per poi diventare una delle attrici di cinema e teatro più apprezzate dagli addetti ai lavori. Per Ambra Angiolini, romana di nascita, bresciana d’adozione, è un momento particolarmente sereno tanto nell vita privata, grazie all’amore con Massimiliano Allegri, quanto in quella professionale. Da stasera 8 marzo su Canale 5 vestirà i panni di un vice-questore accanto a Giorgio Pasotti nella nuova fiction Mediaset “Il silenzio dell’acqua”. Nella fiction interpreta Luisa Ferrari: “Una donna tosta e preparata, un personaggio sicuramente non simpaticissimo che entra da ‘straniera’ nella storia, incastrandosi in quel paesino difficile facendo i conti con la sua interiorità. Ci sono sicuramente donne molto più empatiche di lei, ma mi è piaciuto molto interpretare una poliziotta – ha detto Ambra. – Per me lei è stata come uno specchio su cui si rifletteva sempre qualcosa di misterioso. Ho pensato spesso a quello che mi ha detto Michele Placido, con cui ho avuto il privilegio di lavorare diverse volte, e cioè che non bisogna essere propensi a voler interpretare solo dei ruoli supereroi. È anche bello trovare un’anima diversa e in questo caso Luisa lo è sicuramente”.
Spiegando il suo personaggio, la Angiolini ne ha approfittato per fare il punto sulla questione femminile nel mondo del lavoro, un tema tanto più scottante proprio oggi che si celebrano i diritti delle donne. Ancora oggi, infatti, per le donne che lavorano non è affatto facile e la stessa attrice ammette di non sentirsi molto tutelata: “So di essere una privilegiata per molteplici ragioni, ma non dimentichiamo che anche il mio è un lavoro precario e che devo inventarmelo ogni giorno. Sono madre e so che se volessi esserlo ancora, potrò diventarlo in maniera diversa da molte altre donne che, ad esempio, lavorano come commesse o in fabbrica. Il nostro Paese dovrebbe lavorare di più sulla questione femminile. Non accetto più che a una donna che fa un colloquio di lavoro le si dica: ‘che intenzioni abbiamo?’. È una domanda imbarazzante e sessista. Se continua così avremo solo un mondo geriatrico”.

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