XXVII Giornata del Malato, le parole di Papa Francesco

L’11 febbraio è l’anniversario della prima apparizione di Maria a Bernadette Soubirous. È in questo giorno della solennità della Madonna di Lourdes che San Giovanni Paolo II ha stabilito, nel 1993, la prima Giornata Mondiale del Malato. Il tema della XXVII Giornata del malato è la gratuità, così come Gesù la chiede nel Vangelo di Matteo: «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date» (Mt 10,8). “Pensare gratis è un segno distintivo dell’essere e del cristiano, in forte contrasto con la mentalità dominante che tende di ridurre tutto a tornaconto”, spiega Don Massimo Angelelli, Direttore Ufficio Nazionale per la Pastorale della Salute, CEI.

Nell’occasione, anche Papa Francesco ha pubblicato un messaggio nel quale esorta tutte le donne e gli uomini di buona volontà ad un rinnovato impegno al servizio di coloro che soffrono. “La cura dei malati richiede professionalità e tenerezza, gesti gratuiti, immediati e semplici come carezze, attraverso i quali facciamo sentire all’altro che ci è caro”, ha detto il Santo Padre. C’è infatti una sottile differenza tra curare e prendersi cura, una differenza passa anche attraverso piccoli gesti rivolti a pazienti e loro cari che denotano un’attenzione in più alla dimensione. Ecco perché sono tate le strutture che, in occasione della Giornata Mondiale del Malato hanno deciso di aderire realizzando iniziative dedicate, tra cui l’ampliamento degli orari di visita e la predisposizione di menù speciali di festa per i pazienti.

Si tratta di iniziative che rispondono all’appello di Francesco: “La dimensione della gratuità dovrebbe animare soprattutto le strutture sanitarie cattoliche, perché è la logica evangelica a qualificare il loro operare, sia nelle zone più avanzate che in quelle più disagiate del mondo. Le strutture cattoliche sono chiamate ad esprimere il senso del dono, della gratuità e della solidarietà, in risposta alla logica del profitto ad ogni costo, del dare per ottenere, dello sfruttamento che non guarda alle persone”.

No alle logiche del profitto, sì alla solidarietà, dunque.