Locandina DE SICA essere o benessereNon prendete impegni per sabato 24 marzo. L’appuntamento è presso l’Oltheatre De Sica a Peschiera Borromeo dove Giovanni d’Angella, il comico più pigro della tv, porta in scena lo spettacolo Essere o Benessere. Dopo i successi televisivi di Colorado su Italia 1 e Eccezionale Veramente su La7, D’Angella porta sul palco i nostri vizi e le nostre (cattive) abitudini descrivendoli con la sua consueta brillante ironia che lo contraddistingue.

Quando hai scoperto la tua vena comica e cosa ricordi dei tuoi esordi? Quando avevo 8 anni giocavo nel Brescia Calcio e facevo ridere sia i miei compagni di squadra che i genitori. Un giorno una mamma disse: “Questo bambino da grande farà il comico, lo vedremo in tv!”. E così è stato! Dei miei esordi ricordo tutta l’incoscienza di chi sale sul palco senza avere la giusta preparazione. Ripensandoci, è come se mi fossi buttato in una battaglia vera con una spada di cartone. Che dire, mi è andata bene visto che sono sopravvissuto.

Hai frequentato l’Accademia del Comico e il Teatro Arsenale. Cosa hai imparato “sui libri” che non potevi imparare “sulla strada”? La comicità resta una scienza empirica, dove solo l’esperienza diretta sul pubblico può dare le risposte migliori a tutto il lavoro fatto a tavolino. Certo è che i percorsi formativi danno strumenti, tecniche e meccanismi perché, per quanto sembri spontanea ed estemporanea, la comicità richiede molto studio.

I telespettatori ti conoscono come il Pigro di Colorado, com’è nato questo personaggio? Per ripiego e per pigrizia. Interpretavo un “vecchietto” ma avevo bisogno di molto trucco dunque per ottimizzare i tempi mi sono chiesto: chi fa le cose lentamente oltre ad un anziano? Un pigro. E da lì è iniziato tutto, ampliando ed approfondendo tutti gli aspetti legati al tema dell’indolenza, tratto caratteriale che in realtà appartiene a tutti, chi più e chi meno.

Quanto c’è di te nei personaggi che porti in scena? Tutto parte da noi stessi, dalla situazioni che abbiamo vissuto e dalle esperienze. Il mio obiettivo, da sempre, è quello di rendere tutto vero, raccontandolo con estrema spontaneità, anche alla centesima replica. Ho visto un mito come Fiorello anni fa al Forum: ero in piccionaia ma, nonostante la distanza tra me ed il palco, mi colpì la sua capacità di rendere tutto estemporaneo e fresco; mi pareva di essere al bar con un amico. Un’esperienza fantastica.

Dopo i successi televisivi di Colorado su Italia 1 e Eccezionale Veramente su La7, è Giovanni-D-Angellaarrivato lo spettacolo teatrale Essere o Benessere. Ce ne parli? No! Scherzo, anzi grazie di tutte queste meravigliose domande. In Essere e Benessere trovate tutto il mio percorso di comico e di uomo, sia nella ricerca dei contenuti che nelle modalità espressive. C’è il ritmo e l’improvvisazione degli anni in villaggio, la presenza scenica dello showman, frutto di migliaia di serate live in ogni tipo di occasione, navi da crociera, centri commerciali, convention, matrimoni e rapine. Il mimo e la fisicità di Jacques Lecoq e del Teatro Arsenale. Lo spettacolo è scritto con Giuseppe Della Misericordia, già vincitore di numerosi premi nazionali in ambito autorale, e Riccardo Piferi che, dopo le storiche collaborazioni con Enzo Jannacci e Paolo Rossi, aveva bisogno di mantenere un profilo alto ed ha cercato me. Ovviamente sto ironizzando!

Nello spettacolo ti poni delle domande: “Perché stiamo sul divano pur sapendo che per stare bene dovremmo andare a correre?”, “Perché mangiamo il tiramisù pur sapendo che per stare bene dovremmo mangiare i broccoli?”. Ti sei dato delle risposte? Sì, ormai faccio come se fossi da Marzullo: mi pongo i quesiti e mi do le risposte, tutto da solo. Quello che emerge da questi dubbi è drammatico e, dunque, è il terreno ideale perché si sviluppi il comico. Ciò che ci serve per stare bene, nella maggior parte dei casi non ci fa bene. Il cibo, il lavoro, la forma fisica, la ricerca smodata del benessere assoluto è diventata una malattia. Il Dalai Lama diceva: “Quello che più mi colpisce degli uomini in Occidente è che perdono la salute per fare i soldi e poi spendono i soldi per recuperare la salute”. Senza contare che questo fenomeno paradossale è amplificato da ogni progresso tecnologico, dove a causa della mala educazione diveniamo vittime delle nostre evoluzioni. Basti pensare alle dipendenze che derivano dagli smartphone, per esempio: ci rendono più liberi o più schiavi?

Preferisci il palcoscenico oppure la tv? Senza dubbio il live show, il palcoscenico tutta la vita. Io sono un “animale” da palco, amo il contatto diretto col pubblico e l’imprevedibilità dello spettacolo dal vivo. Crescendo mi sono reso conto che avevo bisogno di maggior spazio e più tempo per esprimermi, senza contare che la comicità in tv da alcuni anni non ha più lo stesso appeal. La rete offre molte alternative di intrattenimento, non a caso hanno più seguito alcuni personaggi su YouTube che certi programmi televisivi. Il Teatro, però, non è Internet, e 2 ore in teatro possono essere eterne se non hai delle basi solide e tante cose da dire. Pensandoci bene forse mi conviene puntare su YouTube!

Qual è la tua fonte di ispirazione quando crei i tuoi testi? Oltre alle esperienze dirette, l’osservazione della realtà, con un occhio sempre attento a quello che succede in generale nel mondo. La comicità è ovunque: nella sala d’attesa di un dentista, nelle scuole dei nostri figli, nella mia compagna che rifà il letto, in Parlamento e nei discorsi di Donald Trump o Kim Jong Un, che tra l’altro sono gli stessi, cambia solo l’accento! L’umorismo è già presente, basta saperlo cogliere!

dangella-a-metropolisE’ facile far ridere la gente? Per quanto mi riguarda posso dire che far ridere non è complicato. Trovare modi originali per farlo lo è. Personalmente credo che si possa ridere di tutto e non ci siano argomenti abusati. Forse noi comici non dovremmo accontentarci e cercare sempre un modo nuovo per comunicare e stupire lo spettatore.

Quali sono i tuoi comici preferiti? Sono cresciuto con mio Nonno Giovanni, Stanlio e Olio e i film di Totò. Adoro il teatro napoletano, da Eduardo a Troisi e Salemme. Amo Benigni, Proietti e conseguentemente Brignano. Il mio preferito al momento è Zalone per la sua capacità di proporre differenti livelli di lettura: riesce a colpire ogni tipologia di spettatore senza distinzione di età o ceto sociale. Seguo molto anche i grandi stand up internazionali come Luois CK, Gad Elmaleh, Ricky Gervais che, come Jim Carrey o Robin Williams, sono partiti dai piccoli club prima di approdare al Grande Cinema!

Hai mai sentito una battuta e dire: “Accidenti, avrei voluto farla io!”? Tutte le volte che ne sento una che mi piace. Fortunatamente non conosco la gelosia e l’invidia nei confronti degli altri comici, sono rispettoso e li reputo colleghi e mai rivali. Sono felice di vedere come la maggior parte dei lavori mi arrivino da contatti del mio mondo, tanti cabarettisti mi stimano e mi apprezzano per ciò che faccio non solo sul palco.

Che progetti hai per il futuro? Sposare Penelope! Ha creduto in me da sempre e sono 12784420_184216928619815_99676084_nfelice di affrontare ogni sfida e successo con lei. Oltre ad essere la mia partner nella vita lo è anche sul palco e in tutti i progetti che porto avanti. È la mia mia musa ispiratrice, piena di energia e di entusiasmo. Si dice che dietro ogni grande uomo si nasconde una grande donna. Ecco, questo non è il caso, perché lei non mi sta dietro ma affianco ed, anzi, a volte mi tocca correre sennò sono io quello che rimane indietro. Con Penny condivido la direzione artistica del Premio Alberto Sordi e la conduzione del nostro varietà comico Un Sacco di Risate. Ci hanno già definito i nuovi Sandra e Raimondo, che onore! Sul palco mettiamo in scena i nostri conflitti ed i nostri difetti; abbiamo deciso di esorcizzarli prendendoci in giro e pensando che un ostacolo resti qualcosa da saltare per andare oltre e correre insieme.

Di Sonia Russo

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