unnamedHa la sclerosi multipla, ma ha superato i limiti e ha realizzato il sogno di ballare ad Amici. Perché la danza è più forte della malattia, la passione e la voglia di vivere, più forte della paura di morire. E’ Ivan Cottini, ex modello 33enne che, nonostante una malattia invalidante e degenerativa, è riuscito ad affrontare ostacoli pesanti come macigni. E dallo studio del talent di Maria De Filippi ha lanciato il suo messaggio, forte come una lezione di vita: “Io vivo” scritto sul petto a caratteri cubitali mentre danzava sulle note di “Ti vorrei sollevare” di Elisa, insieme alla compagna di ballo, Maria Bianca Berardi. Il nostro collaboratore Gianni Lupo lo ha intervistato per noi.

Ivan sono diversi anni che stai combattendo contro la sclerosi multipla. Che cosa hai imparato dalla vita? Ho imparato che la vita è corta e ci può fare lo sgambetto quando meno ce l’aspettiamo. Ma noi dobbiamo essere forti e furbi e ricordarci di vivere ogni giorno da protagonista come se fosse l’ultimo.

Per mettere al mondo tua figlia Viola hai sospeso le cure per diverso tempo, e la situazione era peggiorata. Cosa ti ha reso così coraggioso? Non si è trattato di coraggio ma di un desiderio e sogno che ho sempre inseguito. Il resto non mi importava.

unnamed4Quando guardi tua figlia, e magari ripensi al passato, cosa provi e cosa pensi? Penso che mi dispiace non poter correre con lei e non aver l’autonomia di prenderla e portarla da solo in un parco giochi. Spero di renderla ugualmente felice anche stando seduto.

Prima della malattia sei stato un modello di successo. Oggi sei un esempio per tutti. Qual è il messaggio che vuoi dare? Bisogna essere in primis un modello ed esempio per noi stessi e per chi ami…. poi si può  essere modelli ed esempi per gli altri.

Non tutti sanno cosa sia la sclerosi multipla. Cos’è realmente e perché ha colpito te, piuttosto che un’altra persona? Perché  me nessuno lo sa: colpisce senza distinzioni e senza accenni iniziali, è qui la fregatura… Ma oggi, se presa nelle battute iniziali, non fa più paura se la si affronta con l’appiglio giusto.

La danza in qualche modo ti sta aiutando a reagire? La danza, dopo mia figlia, è la mia seconda cura: mi fa star bene psicologicamente e mi fa prendere a calci nel sedere la malattia.

Hai dichiarato che se dovessi aggravarti e diventare un peso, opteresti per l’eutanasia. Perché? Perché io non posso decidere di vincolare la vita di altri. E poi sono sempre stato un guerriero, non potrei aver una fine cosi.

In un’epoca in cui i social sono spesso sotto accusa, per te invece sono stati un mezzo per trovare l’amore. Raccontacelo. I social a volte fanno anche del bene. A me è servito come valvola di sfogo per riemergere dalla mia condizione di malato e mi hanno aiutato a incontrare la persona che poi è diventata la madre di mia figlia.

Sei testimonial della lotta alla Sclerosi Multipla. Ce ne puoi parlare? Io sono testimonial per tante piccole realtà dove ci sono persone o famiglie che lottano. Non sono nell’associazionismo aziendale, dove si fanno le grandi raccolte e poi non si sa dove finiscono i proventi!

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