DSC_0720Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Anthony Peth, l’affascinante presentatore sardo che ogni domenica appassiona il pubblico di La7 con le storie dei piccoli imprenditori del nostro Paese, portandoli alla scoperta di luoghi e sapori delle nostre tradizioni. Riconfermato anche quest’anno alla guida di Gustibus, un contenitore che si occupa di territorio e alta gastronomia, l’ambasciatore del gusto ci racconta il suo lavoro e confessa: “Se Antonio Ricci mi volesse…”.

Anthony, quando e come hai capito che la tua strada sarebbe stata la conduzione? Il mio percorso artistico è iniziato come regista… ma poi mi sono ritrovato all’interno di un format Mediaset con la direzione artistica di Maurizio Costanzo e da li a poco sono arrivate le varie trasmissioni che mi hanno visto man mano al timone. Gli anni passano ma i ricordi restano.

Come ci si prepara alla messa in onda? E’ un lavoro fatto di precisione. Si elaborano i testi con gli autori e la redazione che raccoglie tutte le informazioni, poi si sviluppa una scaletta provvisoria, dopo di che si fa una riunione con tutto il team e si legge passo per passo, modificando le cose che non funzionano e quelle che invece creano interesse si sviluppano in maniera più approfondita. Si definisce così il testo finale e infine si studia il copione. Arriva poi il momento delle prove: se la trasmissione è in diretta questa fase è più duratura, se invece si tratta di una puntata registrata la parte dedicata alle prove è più leggera. Insomma, è un puzzle che si assembla pezzo per pezzo.

C’è un conduttore al quale ti ispiri? Alessia Marcuzzi in assoluto mi piace molto: la trovo una vera regina delle dirette. Credo che in questo lavoro ci voglia tanta leggerezza, ma anche tanta spontaneità e lei ne ha eccome. La trovo incredibile, sempre sul pezzo e con quel sorriso che non svanisce mai..

Cosa pensi del panorama televisivo attuale? Penso che ci siano tanti format nuovi e innovativi. Ma penso anche che ci siano tante cose da rivedere, che trovo vecchie e poco educative per i giovani. Ma la tv, si sa, è lo specchio della realtà.

DSC_0867Qual è il tuo sogno nel cassetto? Ne ho tanti. Per noi artisti ogni sogno nel cassetto è una sfida. Faccio questo lavoro da 13 anni e sono felice di averne realizzati tanti, ma ne ho ancora molti da realizzare! Sicuramente una nuova sfida che vorrei affrontare per misurarmi con me stesso è un reality: tre anni fa mi proposero di prender parte ad un noto format targato Rai, ma per motivi di salute non ho potuto accettare. Oggi sono pronto a mettermi in gioco.

C’è un programma tra quelli attualmente in onda che ti piacerebbe condurre o che comunque senti giusto per te? Mi piace tanto e mi diverte Striscia la Notizia. Non leverei mai il posto ai conduttori storici ma come inviato mi vedrei bene. Magari, chissà, se un giorno Antonio Ricci si decidesse…

Quanto conta la cultura per fare il tuo lavoro? La cultura è la base principale per essere un bravo conduttore. Servono poi una buona dialettica.

Per raggiungere grandi traguardi conta di più la bellezza o il talento? La bellezza svanisce, il talento resta. Conta essere unici  e originali!

Prima di salutarci, un’ultima curiosità: se dovessi darti un voto come conduttore, quale sarebbe? Lasciamo giudicare al pubblico sovrano: è l’unico che può dare giudizi. Questo è un lavoro in cui c’è sempre tanto da imparare, non bisogna mai sentirsi arrivati, anzi. Bisogna sempre sentirsi sotto esame e dare il meglio di sé. Saluto i lettori di Trendy News ricordandovi l’appuntamento su La7 ogni Domenica alle 10.45 con Gustibus. E ricordate: “Italia da gustare… Italia più bella…”.

Di Sonia Russo

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