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Gli appunti segreti di padre Amorth in un libro su Medjugorie: «Quei veggenti sono sinceri»

Chiunque, credente o meno, almeno una volta si sarà chiesto se quanto accade a Medjugorie sia vero o frutto della più fervida fantasia di chi si fa chiamare veggente. Le apparizioni mariane che si susseguono dal 1981 hanno suscitato non poco scompiglio fuori e dentro la Chiesa e da anni ormai si tenta di dare una risposta alla spinosa questione. Ci ha provato anche padre Gabriele Amorth, tra i più agguerriti nella lotta al Maligno nonchè fine mariologo. Il noto esorcista recentemente scomparso è stato sin dal principio convinto della totale sincerità dei veggenti. Si era recato al contestato santuario delle apparizioni per la prima volta nel 1981, da solo, e da quell’esperienza trasse un articolo dal titolo “I ragazzi sono sinceri” che fu pubblicato su una rivista religiosa. Per lui Medjugorie era un luogo speciale in cui si contrastava con forza l’azione del Maligno grazie alla preghiera dei fedeli e per questo era da difendere da ogni critica. Padre Amorth è tornato spesso nella nota località della Bosnia Erzegovina raccogliendo una serie di appunti che oggi sono diventati un libro intitolato «Un esercito contro il male», la mia verità di Medjugorie, pubblicato da Rizzoli, a cura di Paolo Rodari e Roberto Zanini. Quest’opera letteraria raccoglie le catechesi predicate dal sacerdote paolino in una serie di incontri tenuti in una parrocchia romana e dedicati proprio ai messaggi trasmessi durante le apparizioni. Tra le pagine del libro vengono ripercorsi così temi religiosi e di attualità, intimi e collettivi. Una lettura che apre gli orizzonti alla riflessione e che è anche l’occasione per scoprire un padre Amorth forse meno conosciuto, ma certo non meno intenso: un uomo saldo nella fede che si è posto in ascolto e in cammino, prima di mettersi con coraggio al servizio del bene nelle lotte di liberazione degli esorcismi e nell’attività pastorale.

Di Sonia Russo

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