Ester 1Perché non approfittare delle festività natalizie per regalarsi il piacere di una bella mostra? Abbiamo chiesto alla pittrice Ester Campese, in arte Campey, di segnalarci le migliori ma, prima, le abbiamo fatto qualche domanda per preparaci al meglio all’appuntamento con l’arte.

Quali sono i criteri per capire se vale la pena andare ad una mostra?
Bisogna innanzitutto guardare il
tema, che non sia “banale” e che dia una qualche curiosità/diversità che possa colpire. In seconda battuta guardo i curatori, la location, le opere e l’artista/i presentato/i. La scelta non deve essere mai casuale.

Che differenza c’è tra le mostre personali e quelle collettive?
In
quella personale si ha la possibilità di approfondire la conoscenza di un singolo artista, in quelle collettive invece si ha una pluralità di osservazione, molto arricchente, talvolta.

Come bisognerebbe prepararsi per vivere e osservare meglio una mostra?
Personalmente
non vado mai impreparata: studio l’artista o la proposta prima di andare a vederla in modo da poter avere una visione più consapevole.

LE MOSTRE DA NON PERDERE

La favola di Hansel e Gretel in mostra a Brescia alla Galleria dell’IncisioneHanselGretel
La Galleria dell’Incisione di Brescia non è nuova alle romantiche e fiabesche tematiche, infatti dopo quella dedicata a Cappuccetto Rosso realizzata un paio di anni fa, nel 2015, ecco nuovamente allestita una stupenda e romantica mostra ambientata in un’altra fiaba quella di Hansel e Gretel.
Sono diversi gli artisti contemporanei che hanno seguito il tema dei fratelli Grimm che nel 1812 scissero la fiaba dei due piccini, ambientata n un bosco.
Consigliamo questa mostra a tutti, ma in primis a coloro che sono rimasti ancora un po’ bambini e che vorranno rivivere attraverso questi artisti ed i loro dipinti, le atmosfere della bellissima favola, vista attraverso i loro occhi.
Solo il tema che da sempre ha affascinato il mondo dell’arte e della letteratura è la guida della mostra, ma tutti gli artisti partecipanti hanno realizzato le loro opere con libertà gandini_hansel_gretel.jpgassoluta anche di tecnica, non solo pittura, ma anche stampe digitali su carta, che in un convincente percorso espositivo, offre al visitatore la rilettura della fiaba con le versioni inedite e con un punto di vista nuovo e personale dei pittori aderenti il progetto.

La mostra sarà visitabile fino al 21 gennaio 2018
Di seguito gli artisti partecipanti: Davide Antolini, Alice Barberini, Giorgio Bertelli, Andrea Calisi, Mara Cerri, Vanni Cuoghi, Maurizio Donzelli, Bonomo Faita, Armida Gandini, Fausto Gilberti, Cinzia Ghigliano, Ana Kapor, Marco Manzella, Marina Marcolin, Franco Matticchio, Lorenzo Mattotti, Vladimir Pajevic, Sergio Ponchione, Remo Rachini, Sebastiano Ranchetti, Elena Tognoli, Velasco Vitali.

L’opera di Tiziano “Sacra conversazione 1520” a Palazzo Marino – Milano
Dal 5 dicembre per il consueto appuntamento natalizio con la Grande Arte a Palazzo OLYMPUS DIGITAL CAMERAMarino, Milano, si potrà vedere gratuitamente la grandiosa pala d’altare “Sacra conversazione 1520 (Pala Gozzi)”, un capolavoro di Tiziano, un dipinto a tecnica mista su tavola della dimensione di 312×215 cm, datato 1520 e conservato normalmente nella Pinacoteca civica Francesco Podesti ad Ancona. Questa opera rappresenta il primo dipinto firmato e datato di Tiziano che realizzò a soli trent’anni, su commissione di Luigi Gozzi, mercante di Ragusa (di Dubrovnik), che trasferitosi ad Ancona per seguire i suoi interessi commerciali, volle omaggiare la città in cui ebbe fortuna, destinando il dipinto all’altare principale della chiesa di San Francesco ad Alto di Ancona.
Vale la pena di vedere questa mostra in cui è esposta quest’opera del Tiziano in quanto anche un’importante riferimento sia stilistico e cronologicamente sicuro, che rientra nella forma iconografica più tradizionale con la rappresentazione della Madonna con il Bambino posti sopra un cielo di nuvole. Più in basso San Francesco, a cui era dedicata la chiesa che ospitava la pala, e San Biagio protettore della città Dalmata.
tiziano_pala_gozziL’imponente progetto allestito e curato anche dall’architetto Corrado Anselmi, consentirà ai visitatori di godere dell’esposizione anche del retro della tavola in cui visionare schizzi a matita, in parte ombreggiati e disegnati dallo stesso Tiziano con la riproduzione di diverse teste, una delle quali potrebbe essere la prima stesura in bozza del Bambino dipinto. Consente tra l’altro di scoprire la modalità in cui venivano realizzate nel cinquecento queste opere.
La mostra promossa dal Comune di Milano, con il sostegno di Intesa Sanpaolo e della Rinascente è curata da Stefano Zuffi e si avvale anche dell’ausilio di storici dell’arte, coordinati da Civita, che a gruppi accoglieranno i visitatori guidandoli nel percorso espositivo visitabile fino al 14 gennaio 2018 data del termine della mostra.

di Ester Campese e Laura Gorini

 

 

 

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