IMG_5075E’ giovane Luca Bonafini. E’ spigliato e preparato. Ed è uno speziale, ovvero quella figura che, nel medioevo si occupava della preparazione delle medicine e della vendita di spezie e erbe medicinali. Ma che cosa significa essere uno speziale oggi? E soprattutto quali sono i consigli che si sente di darci per il nostro benessere psicofisico?

Luca, che cosa significa essere uno speziale oggi? Vuol dire riproporre al mondo attuale e moderno ricette molto antiche dei monasteri che affondano le loro primordiali radici nel Medioevo. Ricette che però sono ancora seguite  fedelmente passo dopo passo.

Ma perchè ci sta ancora diffidenza nei confronti di questa figura? Ci sta ancora diffidenza nei confronti di questa figura- ovvero quella dello speziale- e ancor di più nei confronti di questi prodotti dal momento che- come è anche normale che sia- siamo ormai abituati nella vita di tutti i giorni a fare uso di prodotti ben più noti e decisamente ben più pubblicizzati in televisione, in radio e sui giornali, oltre che sul web, social in primis. Chiaramente una volta che si hanno assaggiato i prodotti realizzati dai monaci ci si rende conto di quanto siano diversi e decisamente più sani rispetto a quelli che- per esempio- compriamo pressochè quotidianamente al supermercato o in alcuni spacci di quartiere.  E quando parlo di prodotti mi riferisco non solo al cibo ma anche alla cosmesi. Ovviamente non contengono conservanti e coloranti.

Come si possono dunque conservare al meglio? La conservazione rispetta gli stigmi e le tempi di legge, perciò i canonici  uno o due anni, tuttavia, una volta che si è aperto il prodotto, bisogna conservarlo bene, soprattutto mettendolo  al riparo dell’ aria, per evitare quindi che faccia reazione con l’ ossidazione dell’ aria stessa. Se è un sugo- per esempio- lo si può ricoprire con dell’ olio d’ oliva. Tuttavia consiglio, una volta che lo avete aperto, di firnirlo nel minor tempo possibile perchè poi perde molto di qualità e nel caso di un alimento, anche di sapore e di gusto.

Stesso discorso per le tisane? Le tisane quando le  aprite riponetele subito con kkattenzione in un barattolo ermetico, in maniera tale che gli “ospiti delle nostre credenze” non entrino a fare banchetto!

Quali tisane è bene berle di sera, e quali di giorno? Chiaramente le tisane che vanno bevute poco prima di addormentarsi sono quelle che possiedono elementi, erbe e sostanze rilassanti, quindi la malva, la melissa e la valeriana. Inoltre mi raccomando di stare attenti quando le comprate che non abbiano delle controindicazioni come- tra le altre- la diuresi. Vi consiglio di berle calde. Invece per quanto concerne quelle che possiamo bere durante il giorno, possiamo anche affidarci a quelle che hanno l’ effetto depurativo, quindi che ci aiutino a pulire bene il fegato e l’ intestino. Consiglio quelle all’ arancia, alla thalassa e al carciofo. Infine vorrei invitare tutti a fare un uso delle tisane come un’ abitudine sana, anche perchè oltre a fare molto bene sono pure molto ma molto buone! E una dritta: la sera si può preparare una tisana un po’ più allungata da portare poi sul lavoro il giorno dopo e berla durante la giornata.

In autunno -in particolare- a quale è bene affidarci? A quelle a carattere vitaminico ed energizzante, quindi quelle alla rosa canina, magari alla sera. Invece per le ore diurne consiglio quelle alle foglie di mirtillo e di ribes nero che hanno un effetto, oltre che depurativo, anche antiossidante.

E quando ci sentiamo costipati o raffreddati? Vi consiglierei quelle al timo, o meglio al timo selvatico, che è un ottimo rimedio per allontanare i piccoli microbi, quindi ci dona un principi antisettico per le nostre mucose. Questa tisana possiamo berla alla sera e dopo pranzo dal momento che possiede anche un ottimo effetto digestivo. E possiamo anche usare il timo selvatico per fare dei suffumigi con la classica pentola di acqua calda. Altra  tisana che consiglio è quella al salice che combatte le prime febbri e i primi dolori  osteoarticolari.  Tra l’ altro la corteccia di salice è all’ origine della famosa Aspirina. Poi andrei anche sull’ uncaria che ci aiuta a rinforzare il nostro sistema immunitario. Una nota: è sempre bene informarsi su che cosa contiene una tisana prima di berla, soprattutto per quanto concerne i principi attivi e chiedere al proprio medico se possiamo assumerli, in primis se abbiamo anche intenzione di farle bere ai nostri bambini. Difatti è importante che questi principi naturali non vadano a interferire con altri o con altre sostanze contenute in medicinali che si devono assumere.

E che cosa ci dici riguardo al dosaggio? Per quanto concerne il dosaggio d’ infuso dipende molto dal gusto personale.

Zuccherarle sì o no? Anche qui entra in gioco il gusto personale. In ogni caso consiglierei vivamente di non zuccherarle con lo zucchero tradizionale, ma piuttosto di utilizzare il miele che più vi piaccia e che “ci dica” con il gusto  della tisana che avete scelto. Voglio comunque sottolineare che il miele è considerato il dolcificante numero uno dagli esperti.

Quanti  e quali tipi di miele esistono? Il miele può essere catalogato in miele chiaro, come robigna e acacia, ed è il primo miele che abbiamo durante l’ anno. Poi a settembre/ ottobre si arriva al miele più scuro che è quello di castagno, che è il miele puro e non piace a tutti, in primis non lo apprezzano i bambini. Poi esiste il miele di melata che è quello che vi consiglio di più soprattutto se fate sport. Infine per l’ autunno vi consiglio anche un miele aromatizzato con degli oli essenziali ( timo, rosmarino  ed eucalipto) che si chiama mielito balsamico e che ci può donare conforto quando abbiamo un po’ di tosse o siamo infreddoliti. Basta solo usarlo come qualsisi dolcificante all’ interno della nostra tisana.honey-and-biscuits-359x544

Ma come si fa a riconoscere il miele di qualità? Il miele per essere di qualità deve essere naturale e  lavorato il meno possibile.  Non deve essere troppo trasparente e non deve aver subito un lavoro eccessivamente termico con una centrifugazione. Se poi possiede delle concrezioni di cera è un simbolo  decisamente ottimale dal momento che vuol dire che la naturalità del prodotto è stata preservata.

E come si fa a mantenerlo in buono stato? Non fategli subire degli shock termici.

Qualche dritta per usarlo e gustarlo al meglio? Si può usare in tutti i modi poichè il miele è un alimento versatile, sia per la prima colazione sia per un valido conforto a metà mattina, piuttosto che per la degustazione di formaggi o di pietanze calde.

di Laura Gorini
Foto: dal web
credito foto di Luca Bonffini: Damiano Conchieri

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