19955830_10214493874527582_8090323850802572005_oLa sua esperienza in cucina comincia a prendere forma con la qualifica presso l’Istituto  Alberghiero di Siracusa: da lì, Seby Conigliaro ha iniziato a lavorare in numerosi ristoranti e alberghi dove ha completato la sua formazione da chef. “Essere un bravo cuoco,  per me, significa amare il proprio mestiere innanzi tutto, aggiornarsi continuamente sulle attualità culinarie ed enogastronomiche e, ovviamente,  trasformare semplice cibo in opere d’arte vere e proprie. Del resto come era solito dire  Marchesi, ‘il cibo è di per sé scienza, sta al cuoco farla diventare arte’” dice Conigliaro, reduce – insieme alla dottore Ilaria Grasso – dalla pubblicazione del libro ‘Il viaggio d’amore del tonno’. “Questo libro parla della Sicilia – ci ha spiegato – e già solo questo dettaglio fa nascere il desiderio di leggerlo: sono tredici storie che fondamentalmente parlano d’amore. Quindi quale connubio migliore delle mie ricette?”.

Se dovessi descriverti con un piatto, quale sceglieresti e perché? Mi descrivono i piatti freschi ma decisi, perché questi sono gli aggettivi che utilizzerei per raccontarmi. Se proprio dovessi sceglierne uno, allora, sarebbe una cupoletta di spada affumicata in panna acida: un piatto complicato dal nome, ma fresco e deciso al palato.

Quali sono i principi di base per cucinare in maniera sana e gustosa? Sicuramente saper riconoscere gli alimenti e creare così giusti connubi fra loro. E poi è indispensabile utilizzare cibo di qualità, ma questo dovrebbe essere sottinteso.

Che consiglio culinario vuoi dare a chi non è molto bravo tra i fornelli ma vuole oysters-608905_960_720preparare un piatto che conquista? C’è chi dice che per conquistare la persona amata si debbano utilizzare in cucina  necessariamente cibi esotici come le ostriche o il cioccolato. Io, invece, sono del parere che semplicità, fantasia e tanto amore siano i tre ingredienti base per il piatto perfetto; il resto non è poi così importante.

Quali sono i cibi che non dovrebbero mai mancare in dispensa, e perché? I cibi che mai dovrebbero mancare in dispensa sono: sale, farina, lievito ed olio evo. Potrei elencarne molti altri, tutti gli ingredienti “basilari” che si utilizzano per la maggior parte delle preparazioni; poi ovviamente questi possono variare a seconda di diversi fattori come ad esempio la tipologia di cucina.

Il countdown per Natale è già iniziato: ci dai qualche idea per un menu sfizioso per il cenone della vigilia? Bè, diciamo che da siciliano amante della tradizione consiglierei il baccalà fritto servito insieme ad altri antipasti tipici quali: spinci siciliane, frittelle di cavolfiore, polpo stricasale (polpo bollito e condito). Come primo piatto pasta n’caciata, ossia un pasticcio di maccheroni tipico del messinese condito con caciocavallo, uova sode, mortadella, mozzarella. Ovviamente le varianti di questa pietanza sono molte, dipende dai gusti. Per  secondo, coniglio al forno con patate. Se per dolce stai già pensando al classico panettone… bè, ti sbagli: muccellati! Si tratta di biscotti di pasta Cotechino-Servito-Polenta-Lenticchiefrolla ripieni di mandorle e fichi. Oppure mustazzola: biscotti al vino cotto. Ovviamente il menu non si conclude qui: si continua con noci, nocelle, altra frutta secca ed infine, come da tradizione, il limoncello!

Quali piatti della tradizione non possono mancare, invece, sulla tavola di Capodanno? Ovviamente le lenticchie… con la speranza che portino molta fortuna!

Di Sonia Russo

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