finaleSembra ieri, eppure è già passato un decennio da quando Roberta Bonanno si faceva notare tra i banchi della scuola di Amici. La sua passione per la musica, però, non è si è mai spenta e, anzi, in tutti questi anni la giovane artista si è perfezionata, maturando uno stile artistico che la rende ancora più amata dai fan. Dopo un periodo di silenzio, Roberta è tornata a far parlare di sé: lo ha fatto con il suo nuovo singolo “Le cose più belle”, già da qualche settimana in rotazione radiofonica.

Roberta, ci parli di questo nuovo brano? “Le cose più belle”, che farà parte del mio terzo album che uscirà a breve, esprime al massimo il senso di positività che nasce dall’apprezzare le piccole cose: lo sguardo di un bambino, una giornata di sole, il tempo trascorso insieme alle persone care, la natura. A volte bisogna trovare il coraggio di lasciare le nostre ancore per cercare si risalire alla vera essenza delle cose.

Puoi darci quante anticipazione sul disco? E’ uno dei lavori più desiderati. E’ come se io aspettassi il mio terzo figlio, quello che cerchi da più tempo e che non arriva, ma poi all’improvviso eccolo lì! E’ più maturo dei precedenti, arriva dopo sei anni dall’ultimo disco, ed è fatto di tanto sacrificio, con la passione del nuovo team con cui ho iniziato a collaborare. C’è positività ma anche sonorità diverse, non necessariamente legate tra di loro. E’ un album fotografico che parla di me, ma che rappresenta diverse sfumature.

Le canzoni sono autobiografiche? Molte lo sono, alcune le ho scritte con la collaborazione degli autori. Ci tenevo a parlare di me, a mettere giù quel che sono, a raccontare che ogni volta che si cade ci si può rialzare.

Sei anni sono tanti. Come mai questo lungo periodo di silenzio? E’ la parabola di chi img-4840fa questo mestiere. Il mestiere dell’artista è come stare su una giostra: ci sono momenti in cui si è all’apice e poi si scende giù e bisogna saper gestire anche questo momento. Oggi i ritmi sono più veloci, gli artisti escono con un album all’anno, ma il passato ci insegna a prender tempo, a scegliere con cura le cose giuste. È quello che è accaduto a me: ho avuto un momento di crescita personale molto forte, ero una ragazzina di 25 anni e oggi sono una donna di 32. Nella vita privata ci sono stati cambiamenti e il silenzio serve anche per nutrirsi, per riportare poi in musica quella che è stata la propria evoluzione.

Come sei cambiata? Sono cresciuta molto. Ho partecipato ad Amici che avevo 22 anni e quel mondo ha sconvolto la mia realtà di universitaria e lavoratrice. Il talent ha cambiato i miei ritmi: sono andata a vivere da sola, ho conosciuto tanta gente, ci sono state porte aperte e porte chiuse. Quel mondo ruba anche un po’ della spensieratezza dei tuoi 22 anni, dandoti molte responsabilità. Dal punto di vista musicale, ho collaborato con diversi artisti, dall’orchestra sinfonica di Sanremo a Francesco Gabbani, Riccardo Fogli e Ron di cui ho aperto i concerti. Insomma, sono tutte esperienze che lasciano qualcosa.

img-4842Che ricordi hai di Amici? E’ un’esperienza che difficilmente si può dimenticare, un momento molto forte e di grande impatto dal punto di vista emotivo. Sì, è una competizione, ma ci sono stati momenti quotidiani esilaranti, tante risate. E anche i momenti che sembravano più “coloriti” oggi li ricordo con tenerezza.

Ci parli del tuo rapporto con Marco Carta? Siamo stati molto amici, poi, durante ilserale, c’è stato un distacco. Lui è arrivato primo, io seconda. Oggi ci sentiamo molto, ci vediamo per una cena e farci due chiacchiere. Anche con gli altri compagni di scuola siamo rimasti in buoni rapporti.

Com’è cambiato Amici? E’ cambiato molto. Le materie sono diverse e anche l’organizzazione della scuola. Noi iniziavamo alle 10 e finivamo alle sette di sera, facevamo recitazione, dizione, musica e via dicendo. Oggi, invece, ogni artista ha la sua disciplina e non fa altro. La nostra era una preparazione al musical. Poi l’ingresso delle case discografiche ha rivoluzionato la scuola e anche il panorama musicale. Prima gli artisti dei talent erano snobbati, oggi invece questi programmi sono un’officina che sforna i cantanti del momento.

Sarebbe stato meglio farlo dopo, dunque, anziché farlo ai tuoi tempi? Dipende! Sono fatalista e credo che se è andata così è perché doveva andare così! Adesso è più facile andare a Sanremo e avere contatti con una major, ma io apprezzo il mio cammino. A volte le cose troppo veloci non sono le più durature. Certo, se lo facessi ora, mi comporterei diversamente su certe cose, ma non so se sarebbe meglio o peggio.img-4839

Quali artisti nati ad Amici ammiri maggiormente? Ce n’è più di uno. Dei vecchi amo molto Gianluca De Martini e Antonino Spadaccino, mentre dei più recenti apprezzo particolarmente Sergio Sylvestre che, oltre ad essere un bravo artista, è anche un bravo ragazzo. In 17 anni di talento, comunque, ci sono stati tanti artisti in gamba, anche se la maggior parte è rimasta nell’ombra e non tutti hanno avuto la stessa popolarità. Ma il vero successo non è la popolarità, ma il fare questo lavoro con il cuore e con passione.

Di Sonia Russo

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