copertina CHIAROSCURO -CORRADO COCCIANuovo capitolo musicale per Corrado Coccia che ha da poco rilasciato il suo terzo disco. “Chiaroscuro”, questo il titolo della sua ultima fatica discografica, è un album riflessivo e “invernale”, come lo definisce l’artista. Lo abbiamo incontrato ed ecco cosa ci ha raccontato.

Hai dichiarato che i dischi sono come i vestiti, uno per ogni stagione. Da dove nasce questa idea?
Non so se è un’idea. Mi pare che la musica sia un mezzo attraverso il quale l’essere umano si “attacca” per cercare di sentirsi a proprio agio. Mi piace pensare che la musica abbia la funzione di un vestito. Si adegua dentro di noi a seconda delle esigenze. Quando fa eccessivamente caldo si cerca qualche cosa di leggero da indossare (e quindi una canzone estiva e fresca), e quando il freddo imperversa, si ha voglia di un caldo maglione di lana e quindi di una canzone calda e rassicurante.

Il tuo ultimo disco è “invernale”. In che senso?
Ho cercato, insieme alla mia produzione, una sonorità che potesse ben sposare lo stato d’animo delle canzoni. Le canzoni sono di taglio introspettivo e raccolto. A fronte di questo, si è pensato di trovare suoni caldi e “stagni” poco vaporosi e poco “svolazzanti”. Questa operazione, molto simile ad una analisi e meno simile ad un lavoro prettamente musicale, ha fatto sì che si definisse dentro di me un’immagine “invernale”. Mi viene subito l’immagine di un camino, un buon bicchiere di Brandy in mano mentre fuori nevica e fa freddo. Consiglierei quindi di ascoltare questo disco sotto Natale.

Si tratta di un album riflessivo: qual è la riflessione che sta dietro alla nascita di questo disco?corrado48
Negli ultimi due anni e mezzo, la mia vita è stata a dir poco turbolenta. Il cantautore, ahimè, cerca attraverso la musica una cura… Una specie di seduta dallo psicologo.  Ci sono persone che vanno in analisi, ed altre, come il sottoscritto, che si siedono al pianoforte con una penna ed un foglio impietosamente intonso e pronto per essere riempito. Tutto questo per dire che ho cercato di fare riflettere me al cospetto della vita attraverso la cosa che più amo fare.

In base a quale criterio ha scelto i brani da inserire nel disco?
Non è un “concept” album, quindi senza soluzione di continuità. Non vi è stata una precisa motivazione per la quale una canzone era degna o meno di abitare questo disco. Sono state più che  altro una serie di fotografie ingrandite con il microscopio della musica e della parola.

Come nasce una canzone?
Anche qui non vi è una regola precisa che valga per tutti. Personalmente, comincio con la musica. Spesso, quest’ultima mi viene giù più semplice. Trovata la melodia e l’armonia che più mi si addice, allora comincio a bofonchiare parole senza senso per capire la lunghezza delle strofe e quindi quali e quante parole si incastrerebbero bene all’interno di quel tessuto musicale. Fatto questo, inizio a mettere giù diverse stesure, fino ad arrivare a quella definitiva.

corrado39E’ difficile per un cantautore trovare il proprio stile, che si differenzi da quello degli altri artisti?
Penso che i cantautori abbiano un solo dovere: essere onesti e trasparenti con se stessi. Detto ciò, possono scrivere come meglio credono. Capita sovente di essere influenzati da altri artisti… Non è un gesto così efferato! Quel tale ricorda qualcuno? Pazienza! L’importante è che quel tale racconti cose nuove. Questo il mio parere.

Quali sono, secondo te, gli elementi che caratterizzano la tua musica?
Domanda da Quizzone! La mia musica ha bisogno di aria. Deve avere spazio necessario per essere infarcita di parole, forse perché sono un chiacchierone. Ma deve anche avere momenti di largo respiro, dove la musica, anche non accompagnata dal canto, possa farsi spazio senza diventare un elemento di disturbo.

Questo è il tuo terzo album. Che differenza c’è con i precedenti lavori?
Penso sia un disco di transizione che accompagni il mio essere “artista” e uomo  verso nuovi orizzonti. Di differenze ce ne sono un’infinità rispetto agli altri. Il primo era assai minimalista (pianoforte, voce e flauto traverso), il secondo è stato suonato con l’orchestra sinfonica di Roma. Un disco titanico e “fuori misura”. Questo è un disco dove ho cercato suoni  più “classici” per avere più libertà d’espressione e per poter arrivare a tutti. Chi non conosce la batteria, la chitarra, il basso e il pianoforte? Volevo strumenti familiari che potessero lasciare spazio a questa esigenza di cambiamento personale. Forse l’orchestra di Roma avrebbe distratto.corrado75

Qual è stato fino ad ora il momento della tua carriera che ti ha segnato maggiormente e perché?
Non parlerei di carriera perché faccio altro per vivere. Sicuramente gli incontri sono stati tanti, così come sono state tante le situazioni che mi hanno visto protagonista. Tempo fa incontrai, conobbi e divenni amico della famiglia Sterza. Gli Sterza sono circensi da decenni. Da questa meravigliosa famiglia, imparai lealtà, ed umiltà. In questo caso penso d’essere stato molto fortunato. Cercare queste cose nel mondo musicale, è assolutamente impossibile perché vi sono troppi interessi. Una famiglia circense fa della loro professione il solo modo per vivere. Mettono quindi anima e cuore in quello che fanno.

Adesso sarai in tournee?
Non facendo il cantautore di professione, parlare di tour sarebbe come darsi un tono senza motivazione. No! Esistono semmai situazioni dove vengo invitato per raccontare questa piccola vicenda personale che ho messo in musica e parole. Non c’è un calendario da rispettare… Anche se non mi dispiacerebbe!

Di Sonia Russo

 

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